Insicurezza nelle città

Tre italiani su quattro percepiscono un aumento dell’insicurezza nelle città. Quando si è fuori casa, la priorità è sentirsi al sicuro. Ma per il 75,8% degli italiani le strade sono diventate più pericolose rispetto a cinque anni fa. Lo dice il 1° Rapporto Univ-Censis «La sicurezza fuori casa», secondo cui il 94,2% della popolazione desidera tranquillità nei luoghi pubblici, ma il timore di aggressioni e furti è sempre più diffuso.

Un dato preoccupante: il 38,1% degli italiani ha rinunciato almeno una volta a uscire di casa per paura. Tra i più colpiti ci sono i giovani (52,1%) e le donne (67,3% temono il rientro serale).

Donne più esposte e più consapevoli

Le donne hanno, di fatto, più motivi per sentirsi insicure. Nel 2024 sono state denunciate 6.587 violenze sessuali, con un aumento del 34,9% in cinque anni. Una donna su quattro dichiara di aver subito molestie sessuali, mentre il 29,5% racconta di essere stata seguita da uno sconosciuto.

Città sotto osservazione

Nel 2024 sono stati denunciati in Italia 2.388.716 reati, in aumento del 3,8% rispetto al 2019. Le rapine in pubblica via sono salite a 16.510 (+24,1%) e i borseggi a 140.690 (+2,6%). Le città con più denunce sono Roma, Milano, Napoli e Torino, ma se si considera l’incidenza sulla popolazione, è Milano a registrare il dato più alto: quasi 70 reati ogni mille abitanti.

A destare allarme anche la situazione di Roma, dove le rapine in strada sono aumentate del 51,3% rispetto al 2019, mentre i borseggi sono cresciuti del 68%.

Roma e il Giubileo: più turisti, più reati

Nel 2025 Roma affronta una sfida doppia: garantire la sicurezza ai suoi cittadini e gestire i flussi di milioni di pellegrini e turisti in occasione del Giubileo. La Capitale registra l’11,3% di tutti i reati commessi in Italia: nel 2024 sono stati oltre 271.000, con un incremento del 23,2% negli ultimi cinque anni. Particolarmente allarmanti sono le rapine in pubblica via, aumentate del 51,3% dal 2019, e i borseggi, che hanno registrato un’impennata del 68%. I quartieri del centro, svuotati di residenti e attività commerciali, si trasformano in aree meno presidiate e più vulnerabili, mentre le periferie mostrano crescenti segnali di disagio sociale. In questo scenario, la presenza visibile di operatori della vigilanza privata rappresenta un presidio fondamentale per contrastare la microcriminalità e rassicurare sia i residenti che i visitatori.

La sicurezza è una sfida condivisa

In un contesto percepito come instabile, gli italiani chiedono più presidi. Il 74,4% ritiene le guardie giurate una figura indispensabile. Circa 12 milioni di cittadini si sono rivolti almeno una volta alla vigilanza privata, e 8 milioni lo hanno fatto in una situazione di pericolo reale.

Il comparto impiega quasi 94.000 addetti in tutta Italia, con 1.696 imprese attive. Ma manca ancora il giusto riconoscimento: per l’80% degli italiani il lavoro degli operatori della sicurezza è sottovalutato e sottopagato.

Oggi più che mai la sicurezza pubblica non può essere solo responsabilità dello Stato. Il 65,1% degli italiani è convinto che serva un’integrazione tra risorse pubbliche e private per presidiare il territorio in modo efficace. E proprio da questa collaborazione può nascere un nuovo modello di sicurezza, più vicino alle esigenze reali delle persone.

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