Ipsos: la pirateria nel mondo del libro vale 705mln (Foto Pixabay)
Ipsos: la pirateria nel mondo del libro vale 705 milioni di euro
La pirateria nel mondo del libro vale 705 milioni di euro, per un danno complessivo al Paese da 1,75 miliardi di euro
La terza indagine Ipsos per AIE (Associazione Italiana Editori) presentata nell’incontro de Gli Editori, ha dimostrato che la pirateria nel mondo del libro vale 705 milioni di euro, per un danno complessivo al Paese da 1,75 miliardi di euro: in fumo circa 12.000 posti di lavoro.
Entrando subito nel merito della questione, è pari a 705 milioni di euro il valore delle vendite che la pirateria sottrae ogni anno al mondo del libro, pari al 28% del mercato complessivo (escludendo il settore scolastico e l’export), più di un quarto del totale, un dato decisamente preoccupante.
Per il sistema Paese, ovvero calcolando anche le attività dell’indotto quali la logistica, i servizi e altro, la perdita è di 1,75 miliardi l’anno, per il fisco 298 milioni l’anno. Questi valori si traducono velocemente in una mancata occupazione per 4.900 persone nel mondo del libro, per un totale di 12.000 posti con l’indotto.
Nel 2023 ogni giorno gli italiani hanno compiuto circa 300mila atti di pirateria riguardanti libri di narrativa e saggistica, libri universitari, libri professionali e banche dati. 7 persone su 10 ritengono improbabile essere puniti.
C’è bisogno di consapevolezza
Le persone devono essere più consapevoli che stanno commettendo un illecito e sapere che per questo possono essere punite. Manca consapevolezza, quindi sarebbe auspicabile rendere impossibile nascondersi dietro l’anonimato della Rete e riflettere sugli effetti negativi dell’attenuazione delle pene anche se ancora non basta: negli ultimi due anni non è cambiata la percentuale delle persone che si dicono consapevoli del fatto che gli atti di pirateria sono illeciti o illegali (era 82% nel 2021 e ora è 79%) e resta elevata la percentuale di chi ritiene improbabile essere punito (70%).
Il 79% della popolazione sopra i 15 anni è consapevole che questa attività è considerata dalla legislazione illecita/illegale. Il 70% invece ritiene poco o per niente probabile che reati di questo tipo vengano scoperti e puniti dall’autorità competente mentre il 42% ritiene che gli atti di pirateria siano poco o per niente gravi in relazione alla necessità di perseguirli legalmente.
Rapporto tra pirateria e studenti/professionisti
Poco meno di un italiano su tre (il 31% della popolazione sopra i 15 anni, erano il 35% due anni fa), ha compiuto almeno un atto di pirateria editoriale nell’ultimo anno. Se guardiamo ai settori specifici dell’editoria universitaria e degli utenti dell’editoria professionale, la situazione però è decisamente più allarmante. I comportamenti più diffusi sono scaricare gratuitamente materiali da Internet (36%), ricevere gratuitamente da compagni e amici ebook e altri materiali digitali (33%), stampare o far stampare in copisteria un libro da un formato elettronico.
Più di quattro studenti universitari su dieci, interpellati sui materiali utilizzati per preparare l’ultimo esame universitario, dichiarano di aver fatto a meno di libri e prodotti digitali editoriali.

