Bankitalia, inflazione a +2,8 nel 2022. Codacons: Governo non sta facendo abbastanza
Istat: Pil in aumento dello 0,3% e deficit in calo, ma la crescita è in stallo
Secondo l’Istat il Pil è aumentato dello 0,3%, ma la spesa dei residenti è cresciuta solo dello 0,4%. Il deficit/Pil scende all’1,6% dal 2,2% del 2018
Nel 2019 la crescita dell’economia ha mostrato un marcato rallentamento, con un Pil che in volume è aumentato dello 0,3%. Risulta, infatti, in stallo la spesa delle famiglie residenti, che nel 2019 ha registrato una leggera crescita (+ 0,4%), mentre il deficit/Pil scende all’1,6%. Sono questi i dati che emergono dall’indagine Istat “Pil e indebitamento AP”.
Pil 2019, i dati Istat
Dal lato della domanda interna nel 2019 si registra, in termini di volume, una crescita dell’1,4% degli investimenti fissi lordi e dello 0,2% dei consumi finali nazionali. Per quanto riguarda i flussi con l’estero, la crescita del Pil è stata accompagnata nel 2019 da un calo delle importazioni di beni e servizi dello 0,4% e le esportazioni hanno subito una decelerazione, aumentando solo dell’1,2%. L’insieme delle risorse disponibili, misurate in termini di volume, è aumentato rispetto all’anno precedente dello 0,1% .
Dal lato dell’offerta di beni e servizi, la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta nel settore delle costruzioni, modesta nei servizi, mentre l’agricoltura e le attività manifatturiere hanno subito una contrazione. Le unità di lavoro e le retribuzioni pro capite sono aumentate a un ritmo più moderato rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda le Amministrazioni pubbliche, l’indebitamento netto in rapporto al Pil nel 2019 mostra in via provvisoria un valore pari a -1,6%, in calo quindi rispetto al -2,2 % del 2018. In valore assoluto l’indebitamento è di -29.301 milioni di euro, in diminuzione di circa 9,5 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente.

Le posizioni di UNC e Codacons
“Bene, meglio del previsto. Sia per il Pil che per il rapporto debito/Pil i dati sono superiori alle attese e alle stime dello stesso Governo – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che tuttavia sottolinea
“purtroppo, è una magra consolazione, visto che per avere una crescita peggiore bisogna tornare al 2014. Inoltre la spesa delle famiglie residenti, che rappresenta il 60% del Pil, è sempre al palo, con un insignificante +0,4%. Infine, resta invariato il problema della bassa crescita del 2020 ed il fatto che scontiamo un Pil in calo a fine 2019 che fa partire il Pil 2020, stando all’ultimo dato utile Istat, con un -0,2%”.
Mentre per il Codacons “ i dati sul Pil che registrano nel 2019 una crescita del +0,3% sono “disastrosi” e dimostrano come l’economia italiana sia praticamente ferma”.
“Il Pil italiano registra i valori più bassi dal 2014 e risulta in netta frenata rispetto all’anno precedente – spiega il presidente Carlo Rienzi – A pesare sul Pil del 2019 è la crisi dell’industria, che da mesi registra numeri negativi per tutti gli indicatori, dal fatturato alla produzione, e lo stallo dei consumi da parte delle famiglie, che crescono solo del +0,4%”
Secondo Rienzi non è da sottovalutare è l’“effetto coronavirus”: “se proseguirà l’emergenza , infatti, il Pil italiano è destinato a subire un tracollo, con conseguenze inimmaginabili per il paese. Per questo il Governo deve intervenire subito con misure efficaci in grado sia di sostenere i consumi e il settore industriale, sia di contrastare gli effetti destabilizzanti del coronavirus”.

