La BCE alza i tassi d'interesse. Consumatori: stangata per famiglie con mutui a tasso variabile

La BCE alza i tassi di interesse. Consumatori: stangata per famiglie con mutui a tasso variabile (fonte immagine: Pixabay)

La BCE alza i tassi di interesse. Consumatori: stangata per famiglie con mutui a tasso variabile

La BCE ha innalzato i tassi di interesse di 75 punti base. Secondo l’UNC questo si traduce, per chi ha un tasso variabile, in un aumento della rata pari a 52 euro al mese. Codacons: “L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi”

La BCE ha deciso di innalzare di 75 punti base i tre tassi di interesse. Pertanto – spiega una nota della Banca Centrale Europea – i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 2,00%, al 2,25% e all’1,50%, con effetto dal 2 novembre 2022.

Una “pessima notizia”, secondo le Associazioni dei Consumatori.

Tassi d’interesse in rialzo, quali conseguenze per i consumatori?

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, un rialzo dei tassi di 75 punti percentuali corrisponde ad un aumento della rata, per chi ha un tasso variabile, pari a 52 euro al mese. Una stangata annua pari a 624 euro”.

“Un rincaro che, nel caso di piano di ammortamento alla francese, vale per chi ha sottoscritto da poco il contratto e ha ancora una quota di interessi molto alta, ma che ovviamente cala man mano che il mutuo si avvicina alla scadenza e si paga quasi soltanto la quota capitale”, spiega Dona.

“È evidente che la Bce non poteva fare altro, vista l’inflazione al galoppo. Ma il problema è che si interviene dal lato della domanda e della politica monetaria, quando il problema è dal lato dell’offerta e della politica fiscale – conclude Dona. – Sarebbe certo più utile, per calmierare i prezzi, creare un indice alternativo al Ttf entro la fine dell’anno e non entro il 31 marzo come attualmente previsto dall’Ue”.

 

tassi d'interesse

 

Analogo il parere del Codacons.

“Considerata una fascia media di mutuo a tasso variabile di importo compreso tra i 125mila e i 150mila euro, ossia l’importo più richiesto in Italia da chi accende un finanziamento per l’acquisto di una casa, la rata mensile salirà tra i 40 e i 50 euro per effetto del nuovo aumento dei tassi deciso dalla Bce – analizza l’associazione –. Se però si considerano tutti gli incrementi imposti dalla Banca Centrale Europea negli ultimi mesi, la rata mensile di un mutuo a tasso variabile salirà complessivamente tra i 120 e i 150 euro rispetto a quanto pagato lo scorso anno, con ripercussioni sulle famiglie comprese tra i +1.440 e +1.800 euro all’anno“.

“Avevamo previsto lo scorso agosto la stangata sui mutui che sarebbe scattata in autunno, e purtroppo i nostri timori hanno trovato conferma – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’incremento del costo dei finanziamenti si aggiunge così al caro-bollette e all’emergenza prezzi, aggravando ulteriormente i conti degli italiani: ciò apre un altro pericoloso fronte, quello dei ritardi nei pagamenti delle rate da parte delle famiglie in difficoltà, schiacciate dall’emergenza energia, da un’inflazione alle stelle e ora anche da mutui sempre più cari e difficili da pagare”.


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