Liste d’attesa stravolte, denunciati 26 sanitari. Cittadinanzattiva: situazione da aggredire con urgenza

Liste d’attesa stravolte, denunciati 26 sanitari. Cittadinanzattiva: situazione da aggredire con urgenza (foto Pixabay)

Liste d’attesa stravolte, denunciati 26 sanitari. Cittadinanzattiva: situazione da aggredire con urgenza

I controlli dei Nas sulle liste d’attesa rivelano il mancato rispetto dei tempi, la chiusura delle agende e problemi anche nella pratica dell’intramoenia. Cittadinanzattiva: inefficienze organizzative, mancanza di personale e veri e propri reati minano l’accesso a visite, esami e interventi su tutto il territorio nazionale

I Nas hanno denunciato ventisei tra medici e infermieri a seguito di “verifiche sulla gestione di 3.884 liste di attesa e agende di prenotazione per prestazioni ambulatoriali per visite mediche specialistiche e esami diagnostici relative al Servizio sanitario nazionale“, è quanto si apprende dall’Ansa. In particolare, “tra loro 9 medici avevano favorito conoscenti e propri pazienti privati, stravolgendo le liste d’attesa”.

Le ispezioni – si legge – sono state eseguite su tutto il territorio nazionale, presso 1.364 tra ospedali, ambulatori e cliniche, sia pubblici che privati in convenzione con il Ssn. In particolare, secondo quanto rilevato dai Nas, “i medici che stravolgevano le liste di attesa operavano a Milano, Torino, Perugia e Catania“.

Liste d’attesa, le richieste di Cittadinanzattiva

“Il blitz dei Nas ci dimostra che, nonostante il Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa e i fondi stanziati ad hoc per ridurre le liste di attesa, siamo molto lontani dall’aver migliorato la situazione”, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, che a maggio ha dato il via alla campagna “Urgenza Sanità” e che ha aderito alla mobilitazione nazionale del prossimo 7 ottobre.

Secondo Mandorino “ci sono molte cause che alimentano il fenomeno: alcune di natura organizzativa, ad esempio la carenza di personale, altri sono veri e propri reati come la sospensione delle prenotazioni, il cosiddetto problema delle liste bloccate. Questi vanno prevenuti e affrontati con tutti gli strumenti a disposizione per ripristinare il diritto alla salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

L’associazione ricorda, quindi, gli ultimi dati del Rapporto annuale di Cittadinanzattiva sulla sanità: le segnalazioni dei cittadini raccontano di attese fino a 2 anni per una mammografia di screening, o di 3 mesi per un intervento per tumore all’utero che andava effettuato entro un mese, 2 mesi per una visita specialistica ginecologica urgente da fissare entro 72 ore. Inoltre, i cittadini lamentano anche disfunzioni nei servizi di accesso e prenotazione, ad esempio determinati dal mancato rispetto dei codici di priorità, difficoltà a contattare il Cup, impossibilità a prenotare per liste d’attesa bloccate o sospese.

“Per aggredire il problema delle liste di attesa – aggiunge Mandorino – occorre investire sulle risorse umane e tecniche e ampliare gli orari di apertura al pubblico degli ambulatori; mettere in rete nei Cup le agende di prenotazione di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate, per favorire una migliore programmazione e trasparenza dei tempi di attesa; bloccare, a livello regionale, le prestazioni in intramoenia laddove superino nel numero quelle erogate nel canale pubblico, come già previsto dallo stesso Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa 2019-2021”.

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