Prevenzione del suicidio, emergenza tra gli adolescenti e i bambini (Foto di Dim Hou da Pixabay)

Prevenzione del suicidio, emergenza tra gli adolescenti e i bambini (Foto di Dim Hou da Pixabay)

In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (World Suicide Prevention Day), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il 10 settembre di ogni anno, la SINPIA, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, lancia l’allarme: “tagli, ferite, bruciature di sigarette sul corpo sono solo alcuni dei più comuni atti di autolesionismo che si registrano tra gli adolescenti di oggi. Un fenomeno grave e in aumento, che è solo la punta dell’iceberg di un universo molto complesso, che coinvolge ragazzi e ragazze tra i 13 e i 17 anni, e anche più piccoli“.

Prevenzione del suicidio, SINPIA: complesso comprendere le cause

In particolare, secondo i dati diffusi dalla SINPIA, sono aumentati non soltanto i comportamenti autolesivi ma anche i comportamenti suicidari. Sono, infatti, circa il 27% in più, rispetto al periodo pre Covid-19.

“Si tratta di un problema drammaticamente rilevante – commenta la Società -. Ad oggi, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con tasso più basso al mondo, il suicidio è la seconda causa di morte in Italia nei giovani tra i 15 e i 24 anni, preceduta solo dagli incidenti stradali (Fonte: Istituto Superiore di Sanità). L’autolesionismo colpisce in Europa circa 1 adolescente su 5 e, in generale, l’ideazione suicidaria o il tentato suicidio sono oggi tra le cause più frequenti di accesso ai sevizi di NPIA in urgenza”.

Comprendere le cause di questo fenomeno risulta complesso – spiega la Prof.ssa Elisa Fazzi, Presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, SINPIA e Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia -: i comportamenti autolesivi nel loro insieme vedono concorrere nella loro manifestazione aspetti legati alla predisposizione individuale cui si associano importanti componenti legate al contesto e all’ambiente familiare e sociale, con una forte comorbidità con i disturbi dell’umore, in particolare la depressione e i disturbi d’ansia, che sono tra le patologie psichiatriche maggiormente correlate ad atti autolesivi, ideazioni e atti suicidari”.

Tuttavia, come indicato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malattia psichiatrica non è l’unico fattore di rischio e la pandemia da Covid-19 ha acuito e accelerato un trend che era già in aumento negli anni precedenti, venendo meno alcuni dei fattori protettivi, come il supporto della comunità e le relazioni sociali tra pari.  Inoltre, recenti studi evidenziano nuovi scenari epidemiologici, quali l’emergenza di una correlazione tra suicidalità e bullismo/cyberbullismo, in particolare per categorie maggiormente a rischio di discriminazione.

Bambino Gesù: 387 accessi in emergenza

Anche l’Ospedale Bambino Gesù esprime preoccupazione per la diffusione del fenomeno tra i più giovani. Secondo i dati diffusi oggi sono 387 i casi registrati nell’ultimo anno al Bambino Gesù per tentato suicidio e ideazione suicidaria tra i giovani e i giovanissimi, e 15 anni è l’età media. Il 90% sono ragazze.

“La depressione e i disturbi d’ansia tra i giovanissimi sono in aumento esponenziale da anni. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza psichiatrica, come testimoniano i numeri altissimi registrati al Bambino Gesù negli ultimi anni, in particolare dopo l’esperienza traumatica della pandemia – sottolinea il prof. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale e ordinario all’Università Cattolica. – I problemi di salute mentale per cui i ragazzi vengono portati in urgenza in un pronto soccorso pediatrico sono sempre di più legati all’autolesionismo messo in atto fin da bambini. È un dato che colpisce e che testimonia una sofferenza psicologica dei ragazzi che non va ignorata, ma che non trova invece sufficiente ascolto e risposte adeguate“.

In particolare, spiega l’Ospedale, nel 2022 le consulenze neuropsichiatriche effettuate al pronto soccorso sono state complessivamente più di 1500. Ogni giorno almeno 4 tra bambini e ragazzi accedono in emergenza per problematiche mentali. Mentre i ricoveri nel reparto protetto di Neuropsichiatria, dove vengono gestiti i casi più complessi, sono stati 544 (+10%). Il 70% di queste ospedalizzazioni ha riguardato casi di ideazione suicidaria o di tentato suicidio.


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