Mobilità e propensione agli spostamenti, l'indagine dell'ART

Mobilità e propensione agli spostamenti, l'indagine dell'ART

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha inciso sulle abitudini e i comportamenti dei cittadini, con riguardo anche alla mobilità e alla scelta del mezzo di trasporto. Secondo un’indagine realizzata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), il 37% degli intervistati ha cambiato i propri comportamenti di mobilità durante la Fase 2 rispetto a quella precedente l’emergenza sanitaria.

Ha dichiarato, in particolare, di aver ridotto gli spostamenti con tutte le modalità di trasporto, ad eccezione della mobilità sostenibile (ad es. spostamento a piedi, bicicletta, monopattino e scooter a noleggio/sharing) e di quella con autovettura. Dal confronto tra lo scenario post (inteso come ipotetico scenario “COVID 19-free”) e pre Covid, emerge che il 67% degli intervistati non vuole cambiare le proprie abitudini di mobilità.

La ricerca, realizzata in collaborazione con DOXA S.p.A. e coordinata a livello scientifico dal Prof. Carlo Cambini (Chief economist dell’Autorità), è finalizzata all’acquisizione di informazioni relative sia all’utilizzo da parte degli utenti delle diverse modalità di trasporto prima, durante e dopo l’emergenza sanitaria COVID-19, sia alle possibili misure di sicurezza in grado di stimolare l’utente finale ad un maggior uso dei mezzi di trasporto.

 

 

Mobilità scenario post e pre Covid (Fonte: ART)
Mobilità scenario post e pre Covid (Fonte: ART)

Mobilità, come sono cambiate le abitudini?

Con riguardo agli intervistati che hanno dichiarato di aver cambiato i propri comportamenti di mobilità nello scenario durante Covid-19, il 97% dichiara di aver limitato i propri spostamenti per attività personali (leisure e svago). La stessa motivazione ricorre nel caso degli intervistati che hanno dichiarato di voler cambiare i propri comportamenti di mobilità nello scenario post Covid-19: il 51%, infatti, dichiara di voler limitare i propri spostamenti per attività personali (leisure e svago).

Secondo l’indagine, le principali motivazioni di cambiamento dei comportamenti di mobilità degli intervistati sono riconducibili, per entrambi gli scenari durante e post Covid, alla percezione di insicurezza nell’utilizzo dei mezzi di trasporto, e al rischio legato al contagio, per la propria salute e per quella dei familiari.

In particolare, gli accorgimenti adottati dagli intervistati che hanno modificato i propri comportamenti di mobilità sono riconducibili principalmente all’utilizzo di dispositivi di protezione (ad esempio, guanti, mascherine, visiere ecc.), al distanziamento fisico da altre persone, alla riduzione del numero di spostamenti e alla pulizia dell’ambiente di viaggio del mezzo di trasporto.

Per quanto riguarda la scelta del mezzo di trasporto, indipendentemente dall’intensità d’uso, sia per lo scenario pre che per quello post Covid-19, l’utilizzo dell’autovettura privata e lo spostamento a piedi sono le opzioni modali utilizzate dalla maggior parte degli intervistati. Segue la bicicletta, che soprattutto nello scenario post Covid-19 guadagna una posizione, precedendo il trasporto pubblico con autobus/tram.

Ripresa della mobilità, le opinioni dei cittadini

Per entrambi gli scenari durante e post durante – si legge nell’indagine – l’azione preferita dagli intervistati per promuovere l’utilizzo dei mezzi di trasporto è la presenza di un addetto che assicura il distanziamento tra passeggeri sia a bordo, sia nelle aree di accesso, come fermate, banchine, sottopassaggi, navette ecc..

Inoltre, in relazione allo scenario durante Covid, il 58% degli intervistati dichiara che la ricezione in tempo reale di informazioni riguardanti i mezzi di trasporto disponibili (ad esempio, livello di affollamento all’interno dei mezzi e alle fermate, garanzia del rispetto del distanziamento tra passeggeri, tempi di percorrenza certi sia in partenza che a destinazione) lo incentiverebbe all’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Nello scenario post Covid, i dati mostrano una preferenza per la riduzione del 10% del prezzo del biglietto o costo del viaggio (ritenuta più importante per l’utilizzo del trasporto pubblico con autobus, del trasporto ferroviario e per l’autovettura privata e meno rilevante per la metropolitana, dell’aereo e modalità condivise/sharing).

Disponibilità a condividere i propri dati

Infine, secondo i dati raccolti, il 59% degli intervistati dichiara di essere disponibile a condividere informazioni sugli spostamenti, sul suo stato di salute e su quello di soggetti contagiati (o ad alto rischio) con i quali si è relazionato, al fine di salvaguardare la sua salute e quella di tutti i cittadini.

Un 30% degli intervistati dichiara di non voler rispondere al momento, evidenziando la “necessità di più approfondite riflessioni”. Mentre il restante 11% degli intervistati manifesta una netta indisponibilità a condividere i dati in parola.

“Da un approfondimento delle motivazioni fornite dagli intervistati “incerti” o contrari a condividere i dati – si legge nell’indagine – il 25% dichiara la mancanza di fiducia nella modalità di utilizzo dei dati personali, che lascia pertanto spazio a possibili interventi informativi finalizzati ad accrescerne la fiducia”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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