Piattaforme digitali, i deputati europei chiedono di ridurre il rischio di dipendenza (foto Pixabay)
Piattaforme digitali, i deputati Ue chiedono di ridurre il rischio di dipendenza
La Committee on Internal Market and Consumer Protection del Parlamento Ue chiede nuove norme per ridurre la dipendenza dalle piattaforme digitali: “alcune caratteristiche del design spingono le persone a trascorrere più tempo su queste piattaforme”
La IMCO (Committee on Internal Market and Consumer Protection) del Parlamento Ue chiede nuove norme per ridurre la dipendenza dalle piattaforme digitali. Secondo i deputati, infatti, alcune caratteristiche del design possono creare dipendenza facendo leva sulle vulnerabilità e sui desideri delle persone (ad esempio il pull-to-refresh, i video con riproduzione automatica infinita, le notifiche push, le storie temporaneamente disponibili, i like, le conferme di lettura) e le spingono a trascorrere più tempo su queste piattaforme.
Per questo motivo la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha adottato una bozza di relazione (con 38 voti a favore, nessuno contrario e 1 astensione) che mette in guardia sul rischio di dipendenza legato ad alcuni servizi digitali, come giochi online, social media, servizi di streaming e i mercati online, che sfruttano le vulnerabilità delle persone per catturare la loro attenzione e monetizzare sui loro dati.
Piattaforme digitali e dipendenza, le preoccupazioni dei deputati
I deputati – spiega una nota del Parlamento UE – sono particolarmente preoccupati per l’impatto che la dipendenza digitale ha sui bambini e sugli adolescenti e chiedono maggiore ricerca e regolamentazione in questo settore.
Infatti – sottolineano – se, da un lato, i social media possono influenzare la società in modi positivi, allo stesso tempo la loro struttura può causare danni fisici, psicologici e materiali (perdita di concentrazione e capacità cognitive, esaurimento, stress, depressione, attività fisica limitata).
La IMCO ritiene anche che le norme recenti come il Digital Services Act (DSA) e l’Artificial Intelligence Act “non siano sufficienti per regolamentare la questione della dipendenza creata dal tipo di design delle piattaforme digitali. Pertanto esorta la Commissione a colmare le lacune giuridiche esistenti e a presentare una nuova legislazione sull’argomento“.
“Se questo problema non viene affrontato – affermano i deputati – il Parlamento dovrebbe avvalersi del proprio diritto di iniziativa legislativa“.
Inoltre, i deputati affermano che le tecniche dannose che creano dipendenza non coperte dalla direttiva sulle pratiche commerciali sleali (ad esempio lo scroll infinito, la riproduzione automatica predefinita, le notifiche costanti di push e di conferma di lettura) dovrebbero essere esaminate e proibite dalla Commissione.

La IMCO chiede che il design sia etico
La Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, infine, chiede che le aziende siano obbligate a sviluppare prodotti e servizi digitali etici ed equi “by design”, senza modelli oscuri, fuorvianti e che creano dipendenza.
“La Commissione – sottolineano i deputati – dovrebbe promuovere un “diritto a non essere disturbato” digitale e creare un elenco di buone pratiche di progettazione come: “pensa prima di condividere”; disattivazione delle notifiche per impostazione predefinita; feed cronologici; modalità scala di grigi; avvisi o blocchi automatici dopo un tempo di utilizzo prestabilito (in particolare per i minori); riepiloghi del tempo totale di utilizzo.
Piattaforme digitali e dipendenza, i prossimi step
La Commissione europea attualmente sta effettuando una valutazione per verificare se sia necessario aggiornare alcune normative sulla protezione dei consumatori, per garantire un elevato livello di protezione nell’ambiente digitale. I risultati sono attesi per il 2024. La relazione d’iniziativa del Parlamento, una volta adottata in plenaria, contribuirà alla verifica dell’idoneità in corso.

