Traffico Aereo

Traffico Aereo, crollo inevitabile

La diffusione del Covid-19 ha fermato quasi completamente i trasporti. All’interno del settore, il comparto che ha subito il più forte impatto è stato il traffico aereo di passeggeri.

Infatti, benché i servizi per la mobilità delle persone e delle merci siano stati inclusi tra i settori economici e produttivi essenziali non sottoposti a sospensione delle attività, i provvedimenti di contenimento dell’epidemia assunti dalle Autorità nazionali e internazionali hanno ridotto le possibilità di volare, limitandole a ragioni di lavoro, di salute o di assoluta necessità.

Traffico aereo, i dati dal 2017 ad oggi

I dati diffusi oggi dall’Istat testimoniano la drammatica frenata del traffico passeggeri, un settore che per il 2020 a livello mondiale sembrava destinato a un’importante crescita e che invece è ora investito da una crisi globale.

Nel 2017, nel settore del trasporto aereo, risultano attive in Italia 193 imprese, che fatturano 9,4 miliardi di euro e occupano poco meno di 20 mila unità di lavoro, il 99,7% delle quali con dipendenti. Tra il 2010 e il 2018 il numero di passeggeri trasportati in Italia è aumentato del 33,3%. In particolare, i passeggeri dei voli internazionali sono cresciuti del 53% e quelli dei voli nazionali del 7,2%.

In base ai valori che descrivono l’andamento del settore, il traffico aereo nel mese di maggio 2020 sarebbe stato di circa 17,9 milioni di passeggeri trasportati e si stima che avrebbe raggiunto il picco di circa 21 milioni nel mese di agosto 2020.

 

Aeroporto
Le restrizioni per il contenimento dell’epidemia hanno ridotto il numero dei voli

Il 2020 e il Coronavirus

Per il 2020 si attendeva una conferma del trend positivo del traffico aereo a livello mondiale ma l’emergenza Covid-19 ha interrotto brutalmente l’evoluzione positiva del settore, precipitandolo in una drammatica crisi globale. In sole cinque settimane si è passati dai 459.709 passeggeri in arrivo e in partenza di domenica 23 febbraio 2020, ai 6.780 di domenica 29 marzo.

Anche per il nostro Paese i primi dati registrati nel mese di gennaio lasciavano ben sperare: gli oltre 12,5 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani rappresentavano un incremento del 4,1% rispetto al 2019: sostanzialmente lo stesso ritmo di crescita registrato per lo stesso mese dell’anno precedente (+4,9% dal 2018 al 2019).

Rispetto allo scorso anno, il bilancio del mese di marzo 2020 indica un calo del 66,3% di voli effettuati e dell’85,1% del numero di passeggeri (da 13,988 milioni a poco più di 2,083 milioni). In particolare, i passeggeri trasportati nel mese di marzo sono passati da 4,9 milioni a meno di 748 mila per i voli nazionali, per quelli internazionali, che interessano circa il 64% dei passeggeri, questi sono passati da 9,0 milioni a 1,3 milioni.

UNC: “Crollo inevitabile. Ora occorre ripartire”

“L’Istat ci dice che turismo e trasporti sono fortemente connessi. Ecco perché, i due comparti vanno rilanciati insieme” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non appena si potrà passare ad una fase 3, con spostamenti liberi fuori dalla propria regione e dall’Italia, chiediamo che il Governo, contemporaneamente, preveda una riduzione temporanea dell’Iva, per alberghi, viaggi aerei e pacchetti turistici, così da invogliare gli italiani ad andare in vacanza, ridando liquidità immediata a questi settori”, prosegue Dona.

In pratica, un mese o due di sconti sui servizi offerti al consumatore, come avviene durante il periodo dei saldi, a carico, però, dello Stato, spiega l’associazione.

“È  questo il modo migliore per rilanciare il settore aereo. Sbagliato, invece, derogare alla legislazione europea, consentendo alla compagnia aerea, in caso di cancellazione del volo, di dare un voucher al posto della restituzione in denaro. Non è privandoli dei loro diritti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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