Restare a casa in questo momento è fondamentale per tutelare la nostra salute e quella delle persone che ci circondano. Ma non sempre la propria abitazione rappresenta un posto sicuro, una fonte di protezione; spesso proprio le mura domestiche possono diventare un pericolo per la salute fisica e mentale delle persone, un posto da cui scappare. Basti pensare agli anziani che muoiono soli nelle proprie case, alle donne che subiscono ogni giorno atti di violenza da parte dei propri partner. Questa è l’altra faccia della medaglia dell’isolamento imposto per far fronte all’emergenza coronavirus.

Attivo h24 il numero antiviolenza 1522, disponibile anche l’App

Dall’8 al 15 marzo le chiamate giunte al 1522, il numero gratuito antiviolenza e stalking, sono diminuite del 55,1%, si apprende da fonti stampa. 496 in totale rispetto alle 1104 degli stessi giorni del 2019. Nelle prime due settimane di marzo le segnalazioni di casi sono state 101, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, erano state 193. Una diminuzione del 47,7%.

Per questo motivo associazioni e organizzazioni femminili si sono attivate in queste settimane per rilanciare messaggi di supporto alle donne, invitandole ad utilizzare in caso di necessità il numero 1522, attivo anche in questi giorni 24 ore su 24. Disponibile anche l’app “1522”, operativa su IOS e Android, che consente alle donne di chattare con le operatrici e chiedere aiuto e informazioni in sicurezza, senza correre il rischio ulteriore di essere ascoltate dai loro aggressori.

All’appello delle associazioni si è unito anche il Dipartimento per le Pari opportunità, che promuove dal 24 marzo la campagna social “Libera puoi”, a sostegno delle donne vittime di violenza durante la difficile emergenza causata dall’epidemia da Covid-19. Lo spot è stato realizzato grazie al contributo di artisti che hanno risposto all’invito della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, a condividere e diffondere con ogni sforzo il messaggio che “anche durante l’emergenza da coronavirus è possibile sottrarsi alla violenza e chiedere aiuto rivolgendosi al numero 1522”.

 

"Non sei sola", supporto alle donne vittime di violenza
“Non sei sola”, supporto alle donne vittime di violenza

I centri antiviolenza

Molte strutture di accoglienza destinate alle donne vittime di violenza sono state chiuse o hanno subito restrizioni a seguito delle misure adottate per l’emergenza sanitaria. Ma la rete dei centri antiviolenza D.i.Re non si ferma e segnala sul proprio sito le attività rimaste operative su tutto il territorio italiano.

Inoltre, a seguito dell’interlocuzione con la Ministra per le Pari Opportunità e la famiglia, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha inviato una Circolare a tutte le Prefetture perché possano essere individuati e resi disponibili ulteriori alloggi, con la garanzia della necessaria sicurezza sanitaria.

Secondo le rilevazioni D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), 75 dei centri antiviolenza che fanno capo alla rete hanno accolto nel 2018 quasi 20.000 donne, di cui 15.500 circa sono quelle “nuove”, che hanno fatto il primo accesso al centro antiviolenza nel corso dell’anno. Dato che evidenzia un incremento rispetto all’anno precedente: 1.500 nuovi accessi in un anno, pari a un incremento dell’11%.

E si tratta nella quasi totalità dei casi di violenza domestica. L’aggressore è, infatti, solitamente il partner, l’ex-partner o altro familiare (56%, 21% e 10% rispettivamente).

“Non sei sola”, altre iniziative di supporto

Tra i movimenti femministi rimane operativa la Casa delle Donne Lucha y Siesta, reperibile attraverso il numero di telefono dedicato e attivo 24 ore su 24, tramite indirizzo mail e tramite la pagina Facebook. Spesso dover stare a casa rende più difficile mettersi in contatto telefonicamente, per questo anche Lucha y Siesta ha aperto un canale diretto per comunicare via chat.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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