Consumi alimentari delle famiglie. tornano i prodotti freschi
Consumi alimentari, nel carrello della spesa tornano il fresco e il pesce
I consumi alimentari delle famiglie cambiano di nuovo. Nel carrello della spesa tornano i prodotti sfusi e quelli freschi, il pesce e qualche prodotto gourmet per la convivialità in casa. Ma uno scontrino più pesante non significa che il carrello della spesa sia più pieno. L’analisi Ismea sui consumi alimentari delle famiglie pel periodo gennaio-settembre 2021
I consumi alimentari delle famiglie cambiano di nuovo. Nel carrello della spesa tornano i prodotti sfusi e quelli freschi, diminuisce l’attenzione dei consumatori verso lo scatolame e gli ingredienti che nel 2020 erano serviti a passare il lockdown in cucina con le “mani in pasta”, preparando pizze e dolci. C’è uno sguardo più attento alla salute e alla sostenibilità. E tornano i prodotti gourmet, perché una parte della convivialità si è spostata in casa e allora si comprano anche cibi e bevande pregiati.
È il quadro che emerge dall’analisi sui consumi alimentari delle famiglie nel periodo gennaio – settembre 2021 diffuso dall’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.
Il prodotto confezionato perde terreno rispetto a quello sfuso e fresco. I prodotti freschi in tutti i comparti trainano la spesa con più 1,3%.
Consumi alimentari, spesa e tendenze
La spesa per i consumi domestici nei primi nove mesi del 2021 è ancora in lieve crescita rispetto al 2020, nonostante il ritorno alla normalità dopo l’annata dell’emergenza pandemica. Dopo l’aumento del 7,4% messo a segno nel 2020, dice Ismea, anche nel 2021 la spesa si mantiene su livelli elevati. Nel periodo gennaio-settembre l’aumento è dello 0,7% rispetto al 2020 e c’è uno scontrino medio più alto del 7,7% rispetto all’analogo periodo di un’annata regolare come quella del 2019.
«Sono almeno due le macro-tendenze più evidenti in atto: il ritorno della prevalenza della crescita della spesa per le bevande (+5,4%) su quella per gli alimenti (+0,1%); la minore affezione nei confronti del prodotto confezionato (+0,6%) rispetto a quello sfuso (+1,3%)», scrive l’Ismea.
Attenzione però perché fra le tendenze c’è anche un evidente aumento dei prezzi.
«Ma uno scontrino finale più alto non significa necessariamente un carrello della spesa più pieno, anzi in questo caso emerge chiaramente, dall’analisi più dettagliata, come l’incremento di spesa del 2021 sia da ascriversi anche a un generalizzato aumento dei prezzi medi di acquisto, riscontrato in quasi tutti i comparti».

Benessere, sostenibilità e prodotti pregiati
Nei primi nove mesi del 2021 l’atteggiamento dei consumatori è più positivo nelle aspettative. Questo porta a un nuovo slancio verso il consumo di prodotti dei quali ci si era privati in passato. C’è anche un aumento di interesse per le scelte collegate a salute, benessere, sostenibilità. Si continua a mangiare di più a casa, ma cambia di nuovo la composizione del carrello della spesa dove entrano meno ingredienti. Dunque meno burro, farina uova e ingredienti di base che gli italiani avevano acquistato quando si erano cimentati in cucina durante il lockdown.
«L’eredità lasciata dal lockdown – scrive Ismea – si evolve in una convivialità “cibo-centrica” e un po’ più casalinga, tale che, quando si prepara un pasto a casa, lo si fa con cibi e bevande gourmet, spendendo un po’ di più alla ricerca di una gioia del palato e un momento di “ricompensa”».
Così, spiega Ismea, «riprendono il volo le vendite di prodotti pregiati o, comunque, meno mainstream quali salmone, funghi, avocado, salse e condimenti e pesce fresco; ma anche snack dolci, salati e merendine segnano incrementi dell’8%, e insieme ad aperitivi e birre trovano spazio nelle nuove quotidianità».
Meno scatolame e più pesce fresco
Aumenta la frequenza di acquisto, si ridimensione l’interesse per lo scatolame e per i prodotti conservabili e c’è un ritorno ai prodotti freschi sfusi anche se deperibili, come il pesce fresco. Il comparto ittico è il più dinamico dei primi nove mesi del 2021 con un aumento di spesa del 9%.
A sostenere l’incremento della spesa nei primi nove mesi del 2021, scrive ancora Ismea, «è proprio il segmento del pesce fresco, con un +19,6%, che porta la spesa a posizionarsi su livelli superiori del 20% a quelli del periodo pre-pandemia (gennaio-settembre 2019); crescono i volumi (+16%) ma anche i prezzi medi (+4%)».

Tendenza discount
I supermercati sono il principale canale di vendita (raccolgono il 41% dei volumi acquistati) ma la crescita maggiore ce l’hanno i discount e l’ecommerce, che segna un aumento del 4% rispetto al 2020. Le vendite online sono più che raddoppiate dall’inizio della pandemia e ora pesano oltre il 3% sulle vendite alimentari retail totali, anche se c’è un forte calo nel confronto trimestrale.
«I discount, con una quota del 14%, continuano a rappresentare la categoria con crescita maggiore: l’ampliamento continuo della rete e l’esigenza di risparmio sempre più diffusa hanno spinto l’incremento delle vendite anche nei primi nove mesi 2021 al +3%, con un avanzamento rispetto all’analogo periodo 2019 del 12%».
I discount sono sdoganati e hanno aumentato l’offerta.
«La strategia vincente di questo format va infatti ricercata non più solo nel prezzo conveniente, quanto in un assortimento più profondo rispetto al passato, alla ricerca del giusto bilanciamento tra varietà di offerta ed economicità di gestione, con un numero di referenze in aumento e una fortissima attenzione al mondo dei freschi».

