Domani la Giornata Mondiale dell'Obesità, per promuovere la prevenzione e lottare contro i pregiudizi

Domani la Giornata Mondiale dell'Obesità, per promuovere la prevenzione e lottare contro i pregiudizi

Domani, 4 marzo, ricorre la Giornata Mondiale dell’Obesità (World Obesity Day), istituita nel 2015 dalla Federazione Internazionale per l’Obesità (IFO), che si pone l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni e di incoraggiare la prevenzione dell’obesità, contro le discriminazioni, i pregiudizi e l’uso di un linguaggio stereotipato e stigmatizzante sulle persone che vivono con l’obesità.

Quest’anno il tema della giornata è Everybody needs to Act” (tutti devono agire).

Giornata Mondiale dell’Obesità, alcuni dati

Secondo i dati riportati da The Guardian, circa 2,6 miliardi di persone nel mondo – il 38% della popolazione mondiale – sono già in sovrappeso o obese. Una percentuale che aumenterà, secondo le stime, raggiungendo più della metà della popolazione mondiale entro il 2035, con particolare riguardo ai bambini e agli adolescenti.

In Italia, in particolare, secondo i dati 2019 del Sistema di Sorveglianza OKkio alla salute, riportati dal Ministero della Salute, i bambini (età 8-9 anni) in sovrappeso sono il 20,4%, quelli obesi il 9,4%, compresi i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,4%. Nel corso degli anni la percentuale di bambini in sovrappeso è diminuita (da 23,4 % nel 2008-9 a 20,4% nel 2019), mentre l’obesità è rimasta sostanzialmente stabile in tutte le Regioni (9.3% nel 2016 e 9.4% nel 2019).

“L’obesità è la risultante dell’interazione tra componenti comportamentali, sociali e metaboliche, alcune geneticamente determinate, altre riconducibili a fattori ambientali – spiega il Ministero della Salute – Molti aspetti dell’ambiente in cui oggi vivono e lavorano le persone incoraggiano abitudini alimentari scorrette e/o una ridotta attività fisica, che aumentano il rischio di obesità”.

 

Guardian graphic. Source: World Obesity. World Obesity Atlas 2023
Fonte: World Obesity. World Obesity Atlas 2023

 

Alimentazione e attività fisica, quanti seguono un corretto stile di vita?

Secondo quanto emerge da un’indagine Ipsos realizzata in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, in Italia sembrerebbe esserci consapevolezza sull’importanza di un’alimentazione corretta. Allo stesso tempo, però l’analisi evidenzia una difficoltà maggiore nell’ammettere di non riuscire a seguire una dieta sana. Infatti, tra coloro che si dichiarano in sovrappeso, il 50% afferma di non praticare attività sportiva anche se le abitudini alimentari risultano sommariamente equilibrate.

Nella cultura della cucina italiana, il pasto sembrerebbe essere un momento importante – spiega l’Ipsos. – Per due persone su cinque, infatti, il pasto rappresenta un momento di convivialità e condivisione ed un altro 20% lo descrive come un momento gioioso e felice della giornata.

Per quanto riguarda l’alimentazione, gli italiani e le italiane adottano uno stile piuttosto equilibrato, secondo quanto emerso dalle risposte degli intervistati. Durante la settimana, a malapena una persona su dieci consuma junk-food – cibo preconfezionato con scarsi valori nutrizionali e alto contenuto calorico (merendine, patatine fritte, hot dog); del restante, vi è un 25% che dichiara di mangiarlo solo qualche volta al mese e un altro 20% che dichiara di mangiarlo raramente.

Più frequente, invece, il consumo di frutta e verdura. Una persona su due dichiara di mangiare verdura e ortaggi almeno una volta al giorno e un terzo di mangiarli almeno qualche volta a settimana. Anche sul fronte bevande zuccherate i dati continuano ad essere coerenti con l’ipotesi di una dieta bilanciata – prosegue l’Ipsos. – Quasi una persona su tre afferma di consumarle raramente e una su cinque riporta di berle almeno una volta a settimana.

La situazione cambia, invece, per quanto riguarda l’attività fisica.

 

obesità
Fonte Ipsos

 

In particolare, due persone su cinque affermano di muoversi a piedi durante la giornata, mentre quasi una su due usa la macchina per spostarsi. Invece, i mezzi pubblici (4%) e la bicicletta (6%) non sembrano essere i mezzi preferiti per gli spostamenti.

“Tutti gli aspetti positivi inerenti all’alimentazione perdono di significatività quando si arriva a parlare di attività fisica sportiva – afferma l’Ipsos. – Risulta, infatti, che più di due persone su cinque pratichino raramente attività sportiva e solo una su cinque afferma di farla due/tre volte alla settimana“.


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