Stop pellicce in Europa, la campagna Fur Free Europe si chiude con più di 1 milione e 700 mila firme

Stop pellicce in Europa, la campagna Fur Free Europe si chiude con più di 1 milione e 700 mila firme (foto Pixabay)

L’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) Fur Free Europe si chiude prima della scadenza ufficiale grazie a un numero record di firme raccolte. “In meno di dieci mesi – comunica l’associazione Essere Animali1.701.892 cittadini hanno firmato per porre fine a questa pratica crudele, inviando così un messaggio forte alla Commissione europea (CE)”.

“Grazie agli sforzi di tutte le associazioni abbiamo raggiunto un risultato straordinario – dichiara Brenda Ferretti, Campaigns Manager di Essere Animali. – Questa iniziativa popolare ha preso slancio fin dal primo giorno e dimostra che i cittadini europei stanno inviando un messaggio chiarissimo alla Commissione europea: è giunto il momento di un’Europa senza pellicce. L’allevamento di animali da pelliccia rappresenta un enorme problema dal punto di vista della salute, ma anche dal punto di vista etico”.

Fur Free Europe, gli obiettivi e i risultati della campagna

La campagna, lanciata nel maggio 2022 da Eurogroup for Animals, è stata promossa da oltre ottanta organizzazioni di tutta Europa, tra cui Essere Animali in Italia, che da più di 10 anni è impegnata a mettere fine alla produzione di pellicce anche in Italia, dove la pratica è stata vietata a partire dal 1 gennaio 2022. L’ICE europea chiede, però, di vietare l’allevamento di animali da pelliccia e il commercio e l’importazione di pellicce in tutto il Continente.

“Numerose inchieste, tra cui l’ultima realizzata proprio da Essere Animali e realizzata in Polonia, tra i principali produttori ed esportatori a livello mondiale, dimostrano che la vita di questi animali in allevamento è priva di qualunque tutela e dignità – spiega l’associazione in una nota – e per questo è urgente chiudere tutti questi allevamenti in Europa. Inoltre, poiché le importazioni di prodotti di origine animale dovrebbero seguire gli standard dell’Unione europea, l’ICE chiede anche il divieto di immettere sul mercato europeo prodotti di pelliccia di origine animale”.

Come spiegato da Essere Animali, la decisione di chiudere anticipatamente l’ICE è stata presa, quindi, a causa del potenziale impatto che potrebbe avere sull’imminente revisione della legislazione europea sul benessere degli animali, nell’ambito della strategia Farm to Fork della Commissione europea. Entro la fine del 2023, infatti, la Commissione UE pubblicherà una proposta volta a migliorare la legislazione dell’UE in materia di benessere degli animali per allinearla alle più recenti evidenze scientifiche.

“Numerosi studi hanno dimostrato che visoni, volpi, cani procione non perdono le loro caratteristiche etologiche di animali selvatici, impossibili da soddisfare all’interno degli allevamenti. Di conseguenza – afferma l’Associazione – nella proposta della Commissione dovrebbe essere incluso da subito un divieto all’allevamento di animali per la produzione di pellicce“.


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