Farm to Fork

La Commissione Ue ha presentato la strategia Farm to Fork

La Commissione europea ha dato il via libera nella giornata di ieri alla strategia “Farm to Fork” (Dal produttore al consumatore) che consentirà di passare ad un sistema alimentare caratterizzato dalla sostenibilità e dalla sicurezza alimentare e assicura l’accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano.

Cosa prevede la Strategia Farm to For

La strategia stabilisce obiettivi concreti per trasformare il sistema alimentare dell’UE, che comprendono ridurre del 50% l’uso di pesticidi, di almeno il 20 % l’uso di fertilizzanti, del 50 % le vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura e infine raggiungere l’obiettivo di destinare il 25% dei terreni agricoli all’agricoltura biologica.

Propone inoltre misure ambiziose per garantire che l’opzione più sana sia anche quella più facile per i cittadini dell’UE, anche grazie a una migliore etichettatura che risponde più adeguatamente alle esigenze dei consumatori circa le informazioni in materia di alimenti sani e sostenibili.

La Strategia Farm to Fork si pone come parte fondamentale del Green Deal europeo e sarà parte integrante delle azioni che andranno a sostenere la ripresa economica. Nel contesto del Coronavirus, infatti, sarà fondamentale rafforzare la resilienza della società nei confronti di future pandemie e minacce quali gli impatti del clima, gli incendi boschivi, l’insicurezza alimentare o l’insorgenza di malattie.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato:”La strategia “Dal produttore al consumatore” punta su un nuovo e migliore equilibrio tra natura, sistemi alimentari e biodiversità; intendono proteggere la salute e il benessere delle persone e, al tempo stesso, aumentare la competitività e la resilienza dell’UE. Questa strategia è  una componente fondamentale del grande processo di transizione che stiamo avviando.”

 

Cambiamo agricoltura

 

Le reazioni del mondo agricolo biologico

Le associazioni ambientaliste e del biologico italiano guardano fiduciose all’impegno dell’Unione Europea, ma non nascondono anche una parte di delusione per la carenza di misure operative, nonché di target vincolanti di riduzione delle emissioni dei gas climalteranti.

La Coalizione #CambiamoAgricoltura valuta positivamente la volontà di ampliare le superfici agricole destinate all’agricoltura biologica e l’impegno alla riduzione della quantità dei pesticidi utilizzati.

Positiva è sicuramente anche la volontà di agire sul versante della maggior consapevolezza dei consumatori e delle imprese di trasformazione, affinché si riduca sia lo spreco alimentare che l’alimentazione a base di zuccheri, grassi e prodotti di origine animale.

“Le ambizioni della Farm to Fork saranno praticabili solo con una energica revisione della PAC per incidere sui sussidi perversi che oggi premiano la sovrapproduzione degli allevamenti intensivi e delle grandi superfici a monocoltura”, affermano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura.

La PAC, impegna oggi il 38% dell’intero budget UE, oltre 60 miliardi l’anno, ed è per questo tra le politiche europee la più importante e maggiormente finanziata, continuano le associazioni – “solo modificando profondamente le regole della PAC sulla base dei contenuti positivi di questa strategia F2F si potrà avviare concretamente una transizione ecologica della nostra agricoltura”.

Coldiretti: sulle etichette, bene l’indicazione di ordine, no al Nutriscore

Coldiretti si sofferma sulle novità riguardanti l’etichettatura contenute nella Strategia Farm to Fork. In particolare, plaude all’estensione dell’obbligo di etichette con l’indicazione dell’origine degli alimenti, così come richiesto da 1,1 milioni di cittadini europei che avevano aderito all’iniziativa dei cittadini europei (Ice) “Eat original! Unmask your food” .

 “L’etichetta con l’indicazione di origine degli alimenti risponde alle aspettative della stragrande maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani”, sottolinea Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.

Desta non poche preoccupazioni, invece, la proposta, per ora solo accennata, sull’etichettatura obbligatoria che sembra voler ricalcare il modello del Nutriscore francese e dell’etichetta a semaforo. Il timore principale è questo tipo di etichette favoriscano unicamente gli interessi delle grandi lobby dell’agroalimentare e le catene della Grande Distribuzione Organizzata, in netta contraddizione con lo spirito stesso della Strategia Farm to Fork che dovrebbe invece indirizzare verso un tipo di alimentazione consapevole, di qualità e basata sulla filiera corta.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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