Diamanti da investimento

Diamanti da investimento, c'è tempo fino al 20 settembre per costituirsi parte civile

Continua l’impegno di MDC a favore dei risparmiatori che avevano investito i propri risparmi nell’acquisto di diamanti, ritenendoli un vero e proprio “bene rifugio” in un momento in cui, come noto, gli investimenti bancari hanno mostrato la loro volubilità, e si sono invece ritrovati in possesso di pietre di valore notevolmente inferiore al prezzo di acquisto.

La vicenda

Dopo i precedenti successi ottenuti dalla sede MDC di Ferrara, presieduta dall’Avv. Gianni Ricciuti, nei confronti di Diamond Private Investment S.p.A. e Intermarket Diamond Business S.p.A., nonché di MPS e Unicredit in qualità di intermediari, è di pochi giorni fa la pronuncia del Tribunale di Milano che, accogliendo l’istanza di rivendica avanzata da una risparmiatrice (patrocinata dall’Avv. Ricciuti) nei confronti di Intermarket Diamond Business S.p.A. (dichiarata fallita nel 2019), ha disposto la restituzione dei preziosi in favore della cliente che potrà pertanto rivendere le pietre al proprio Istituto di credito (Unipol Banca S.p.A., oggi acquisita da BPER S.p.A.) ottenendo così il ristoro delle somme a suo tempo investite.

 

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2019, le accuse e i sequestri di diamanti da investimento

Nel febbraio del 2029, un maxi sequestro preventivo, per un valore di oltre 700 milioni di euro è stato effettuato dalla Guardia di Finanza a carico delle società IDB e DPI, già oggetto dei provvedimenti dell’Autorità Garante della Concorrenza e il Mercato, e degli Istituti Bancari coinvolti nell’attività di vendita dei cosiddetti “diamanti da investimento” (Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti).

Il decreto di sequestro preventivo è stato eseguito nell’ambito di un’inchiesta aperta da tempo e che riguarda fatti tra il 2012 e il 2016. Il sequestro è stato eseguito a carico di 7 persone e di 7 enti indagati, ossia le 5 banche e le due società Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. Tra le ipotesi di reato ipotizzate, viene contestato anche il reato di corruzione tra privati e la responsabilità penale degli Enti.

All’epoca dei fatti, secondo l’accusa, le due società avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, e le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo.

Gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di circa un centinaio di persone truffate, ma i raggiri sarebbero stati compiuti nei confronti di tanti altri soggetti e tra i risparmiatori truffati ci sarebbero anche molti nomi del mondo dello spettacolo.


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