gluten free

Settembre segna per tutti gli studenti il ritorno sui banchi, tra entusiasmo e nuove sfide. Per oltre 34.000 bambine e ragazzi celiaci della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado – pari al 13% delle persone diagnosticate in Italia – l’inizio dell’anno scolastico comporta però una difficoltà aggiuntiva: la gestione del pasto senza gluten free in mensa. Un momento di socialità che, se non tutelato adeguatamente, può trasformarsi in fonte di ansia ed esclusione.

La Legge 123/2005: un punto di svolta

Prima del 2005 non esisteva alcuna norma che garantisse ai celiaci il diritto al pasto senza glutine nelle mense scolastiche. Con l’approvazione della Legge quadro n.123, fortemente sostenuta da AIC-Associazione Italiana Celiachia, la celiachia è stata riconosciuta come “malattia sociale” e sono state introdotte tutele concrete.

Oggi, vent’anni dopo, i risultati sono evidenti: secondo i dati del Ministero della Salute, 35.298 mense pubbliche – di cui 24.829 scolastiche (70%) – erogano pasti senza glutine, distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale. L’Italia rappresenta così un esempio virtuoso in Europa.

“La mensa scolastica è parte integrante della vita sociale dei giovani” – ricorda Rossella Valmarana, presidente AIC – “e la Legge 123 è stata fondamentale per garantire inclusione e diritti”.

I progetti per una scuola inclusiva

L’impegno di AIC nelle scuole non si ferma alla tutela normativa. Grazie ai fondi del 5 per mille, l’associazione promuove due progetti consolidati:

  • In fuga dal glutine: rivolto alle scuole dell’infanzia e primaria, mette a disposizione degli insegnanti strumenti didattici come giochi, favole e quaderni per spiegare la celiachia in modo semplice e favorire l’educazione alla diversità. Prevede anche momenti formativi per i docenti su dieta senza glutine e gestione delle difficoltà quotidiane.
  • A scuola di celiachia: pensato per gli Istituti Alberghieri, forma i futuri ristoratori sulle esigenze nutrizionali del celiaco e sulla preparazione di pasti senza glutine. Comprende laboratori pratici, alternanza scuola-lavoro in oltre 4.000 locali aderenti al programma “Alimentazione Fuori Casa” e materiali dedicati anche ai docenti.

Vent’anni di progressi, uno sguardo al futuro

Dalla battaglia per la Legge 123 ai progetti di formazione nelle scuole, AIC ha contribuito in modo decisivo a rendere la vita degli studenti celiaci più sicura e serena. Restano casi di applicazione parziale della norma, ma l’associazione interviene prontamente per garantire i diritti dei più giovani.

La strada verso un’educazione davvero inclusiva passa anche da qui: rendere la diversità alimentare non un ostacolo, ma un’occasione di crescita e consapevolezza per l’intera comunità scolastica.

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