Soft drink sotto accusa: trovati pesticidi e Pfas in 7 bevande su 14
L’indagine del Salvagente rivela sostanze chimiche nei tè freddi, cole, aranciate e limonate vendute nei supermercati italiani
Con il caldo estivo aumentano i consumi di soft drink, ma una nuova indagine lancia un allarme che mette in discussione la sicurezza di molte bibite diffuse sul mercato.
Il mensile Il Salvagente ha pubblicato un’inchiesta condotta su 14 campioni di bevande zuccherate vendute nei principali supermercati italiani. I risultati hanno rivelato la presenza di residui di pesticidi e Pfas in diverse etichette, alcune delle quali molto note.
Pfas: presenti ma non oltre i limiti
L’analisi ha individuato due sostanze perfluoroalchiliche, Pfms e PfhxA, in sette delle bevande esaminate. Il PfhxA sarà vietato nell’Unione Europea nei prodotti tessili e cosmetici a partire da ottobre 2026.
Tuttavia, secondo gli esperti consultati dalla rivista, i valori riscontrati nei soft drink non sarebbero allarmanti. Nonostante ciò, la loro presenza conferma che anche queste sostanze, note per la loro persistenza e potenziali effetti sulla salute, finiscono per contaminare prodotti di larghissimo consumo.
Pesticidi: residui in quasi tutte le aranciate
Più preoccupante è la situazione relativa ai pesticidi. In cinque campioni di bevande all’arancia sono stati rilevati residui di quattro diverse sostanze. Tra queste spicca il pyrimethanil, sospettato di essere mutageno, e lo spirotetramat, in procinto di essere vietato in Europa per i suoi possibili effetti negativi sulla fertilità.
Anche l’imazalil, fungicida ampiamente usato nella conservazione degli agrumi, desta preoccupazione: secondo l’Epa, l’agenzia ambientale statunitense, potrebbe essere cancerogeno. Il fludioxonil, infine, è stato inserito dall’Ong Pesticide Action Network nella lista delle sostanze da vietare per i suoi potenziali effetti di interferenza endocrina.
Una normativa assente e una soglia superata
Ad oggi non esistono limiti normativi specifici per la presenza di pesticidi nei soft drink. Il Salvagente, in assenza di regole chiare, ha scelto di applicare i limiti stabiliti per le acque potabili dalla direttiva europea 2020/2184, secondo cui una singola sostanza non dovrebbe superare 0,1 microgrammi per litro e la somma di tutte le sostanze non dovrebbe oltrepassare 0,5. Seguendo questi parametri, tutte le bevande contenenti pesticidi risultano non conformi.
Zuccheri e additivi: un problema sommerso
Oltre alla presenza di sostanze chimiche, l’indagine ha preso in esame anche il contenuto di zuccheri, dolcificanti, coloranti e altri ingredienti considerati poco salutari. Anche in questo caso, emerge una carenza di trasparenza e controllo.
Secondo Il Salvagente, è sempre più urgente introdurre una regolamentazione chiara e rigorosa per le bevande zuccherate, soprattutto in considerazione del loro elevato consumo durante l’estate, anche da parte di bambini e adolescenti.

