Biodiversità a rischio: LIFE Seedforce, il progetto europeo per salvare 29 specie autoctone italiane dall’estinzione

Nell’intricato arazzo della vita sulla Terra, le piante sono gli architetti silenziosi dei nostri ecosistemi, tuttavia, la biodiversità del pianeta è sotto assedio e deve affrontare minacce senza precedenti che mettono in pericolo non solo le singole specie, ma anche le fondamenta stesse della vita come la conosciamo.

In questo contesto, le iniziative volte a preservare la biodiversità vegetale sono imperative per la sopravvivenza degli ecosistemi del nostro pianeta e, di conseguenza, della nostra specie. In Europa il progetto LIFE Seedforce è una di queste e mira a salvaguardare 29 specie vegetali autoctone italiane dall’orlo dell’estinzione.

L’importanza del progetto non può essere sopravvalutata. Senza un intervento, queste piante rischiano di andare perdute per sempre, portando con sé risorse genetiche uniche e funzioni ecologiche insostituibili.

LIFE Seedforce e ripristino degli habitat

Ciò che distingue il progetto LIFE Seedforce è il suo approccio globale alla conservazione. Combinando ricerca scientifica, impegno della comunità, e azioni pratiche di conservazione, il progetto mira non solo a salvare le specie vegetali in pericolo, ma anche a ripristinare i loro habitat e a promuovere la consapevolezza pubblica della loro importanza.

Una delle strategie chiave impiegate dal progetto è la creazione di banche di conservazione dove i semi delle specie vegetali a rischio vengono conservati e gestiti con cura per garantirne la sopravvivenza a lungo termine.

Inoltre, il progetto dà priorità al ripristino degli habitat e alle azioni di conservazione in natura, lavorando a stretto contatto con le comunità locali, i proprietari terrieri e le organizzazioni di conservazione per creare aree protette e attuare pratiche di gestione sostenibile del territorio. Promuovendo la collaborazione e la creazione di partenariati, il progetto LIFE Seedforce cerca di creare una rete di siti protetti dove le specie vegetali a rischio possano tornare a prosperare.

Si tratta di un’operazione importante e delicatissima che, dall’ottobre del 2021, coinvolge centinaia di esperti, in particolare decine di botanici, tra università, giardini botanici, seedbanks, laboratori e Parchi e che è giunta al cosiddetto “giro di boa”. Un tempo utile per cominciare a fare alcune considerazioni circa la riuscita del progetto, per verificare i risultati di medio termine e approntare gli interventi necessari per risolvere eventuali problemi legati all’imprevedibilità della natura. In un mondo in cui le forze della distruzione sembrano schiaccianti, iniziative come il progetto LIFE Seedforce offrono un barlume di speranza. Il progetto si svolge in 10 regioni italiane e siti quali le isole Eolie nel Mediterraneo e siti sulle Alpi, in Francia, a Malta e in Slovenia.

“Siamo molto soddisfatti dei progressi che il nostro progetto ha raggiunto fino a questo punto, consapevoli che siamo partiti ponendoci un traguardo piuttosto ambizioso, quello di mettere in sicurezza specie floristiche dall’alto valore conservazionistico – ha spiegato Costantino Bonomi, botanico del MUSE e coordinatore di LIFE Seedforce -. Per farlo, abbiamo messo per la prima volta “a sistema” le banche del germoplasma che, sul territorio nazionale, rappresentano un’eccellenza per le azioni di tutela della biodiversità. L’auspicio è anche quello di riuscire a dare sempre maggiore visibilità al mondo delle piante e delle specie vegetali, elementi basilari degli ecosistemi, ma poco riconosciuti. Per questo contiamo molto anche sulle attività di divulgazione e di formazione nelle scuole”.


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