Città30, tappa a Roma. Legambiente: ecco cosa serve alla Capitale per mobilità e sicurezza (Fonte Immagine Legambiente)

La campagna itinerante Città30 fa tappa a Roma. E mette in evidenza le lacune della Capitale in tema di mobilità, sicurezza, vivibilità. Roma deve infatti accelerare contro l’inquinamento atmosferico. Ha solo sei anni di tempo per raggiungere i nuovi standard sulla qualità dell’aria: deve ridurre la concentrazione di biossido di azoto, PM2.5 e PM10. Il tasso di motorizzazione è ancora troppo alto (dovrebbe passare da 64 auto ogni 100 abitanti a meno di 35 entro il 2030) e aumentare il livello di sicurezza, mentre oggi si contano 3 incidenti l’ora (secondo uno studio Lumsa). Per Legambiente nella Capitale “potenziamento del trasporto pubblico, pedonalizzazioni, fascia verde, congestion charge, ciclabili, sono ciò che serve per garantire qualità dell’ambiente e della vita, maggior sicurezza e riduzione dei divari sociali nella mobilità”.

Città30 fa tappa a Roma

È quanto evidenzia Legambiente che, nell’ambito della Clean Cities Campaign per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni, sta seguendo la campagna itinerante “Città2030: le città e la sfida del cambiamento”, che fino al al 6 marzo fa tappa in 18 capoluoghi d’Italia per capire quanto manca alle città italiane per una mobilità urbana a zero emissioni, più accessibile e sicura.

In occasione della tappa di Roma, Legambiente con Agenzia per la Mobilità, Università La Sapienza, Metrovia, Per Roma, ORT ha presentato i risultati del Tavolo di Consultazione sul Tram Termini-Vaticano-Aurelio (TVA) appena concluso, con l’appuntamento “Attaccáti al Tram – la TVA e gli altri tram nel futuro della Capitale”.

 

Inquinamento atmosferico, c’è l’accordo in Europa su limiti più severi (e la possibilità di rinviarli) (Foto di Jerzy Górecki da Pixabay)

 

Roma al 2030, come sta la città?

Come sta messa Roma in vista del 2030? Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica, spiega Legambiente, la Capitale deve ridurre del 37% la presenza di NO2 media in atmosfera, del 21% delle PM2,5 e del 17% delle PM10. Non basta.

“L’altissimo tasso di motorizzazione romano con 64 auto ogni 100, per rientrare nei parametri 2030 va ridotto di oltre il 45% e di oltre il 67% quello di incidentalità – prosegue l’associazione – Lontano l’obiettivo dei 1.000 km ciclopedonali, con soli 320 km attuali. La flotta dei mezzi di trasporto pubblico locale (TPL) è solo al 35% di elettrificazione totale, principalmente legata alle metropolitane e ai pochi tram romani. Anche l’obiettivo di aumentare la sharing mobility fino a 30 mezzi ogni 1.000 abitanti è ancora lontano, attualmente fermandosi a soli 10 mezzi”.

«Roma è una delle città con il più alto tasso di incidentalità, questo è chiaramente dovuto all’assoluta centralità che i mezzi a motore hanno nella mobilità cittadina – spiega Anna Becchi coordinatrice Campagna Streets For Kids per Clean Cities – Ridurre la velocità per ridurre la violenza stradale è un pezzo importante del processo di ricostruzione di città per tutti: bambini, anziani, disabili, ciclisti, pedoni, automobilisti».

Legambiente, Roma e il tram Termini-Vaticano-Aurelio

«Il Tram TVA è un pilastro tra i cantieri della transizione ecologica di Roma – commenta Roberto Scacchi Legambiente Lazio – in grado di trasformare positivamente la mobilità nel cuore della capitale».

Nelle ultime settimane, spiega l’associazione, il progetto del tram TVA (Termini-Vaticano-Aurelio) è stato sottoposto a un vasto percorso di condivisione che ha messo insieme un ampio gruppo composto da cittadinanza, associazionismo, tecnici e studiosi.

«Questa grande fase di partecipazione – commenta Amedeo Trolese responsabile mobilità di Legambiente Lazio – ha dimostrato, da una parte quanto la stragrande parte delle persone che vivono, studiano o lavorano a Roma abbia accolto con enorme favore il progetto, e dall’altra quanto sia possibile migliorare ampiamente un progetto simile, proprio grazie ad ascolto e confronto collettivo. L’arricchimento della tramvia con la progettazione di riqualificazione degli spazi urbani messa in campo da La Sapienza, la genesi di un osservatorio permanente che continuerà dal basso ad accompagnarne la realizzazione, le soluzioni tecniche migliorative su tutto il percorso, sono la dimostrazione plastica che quando la politica torna ad incontrare le persone, ogni opera può migliorare e, se si riuscirà a garantire tutto con le coperture economiche necessarie, avremmo dato vita insieme a uno dei più grandi percorsi di rigenerazione urbana che si ricordi nella Capitale».


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