Cambiamenti climatici, a rischio la salute. Lo studio IIPH: servono interventi urgenti

Cambiamenti climatici, a rischio la salute. Lo studio IIPH: servono interventi urgenti (Fonte immagine: Pixabay)

Circa il 70% dei decessi globali è legato a malattie sensibili al clima, di cui quelle cardiovascolari costituiscono la percentuale maggiore (il 32,8%). È uno dei dati contenuti nel report “Il cambiamento climatico in Italia: l’impatto sulla salute umana e i processi di adattamento. Lo scenario italiano alla luce del documento Climate Change Is A Health Crisis“, realizzato dall’Italian Institute for Planetary Health (IIPH).

La ricerca, presentata oggi, sottolinea come l’impatto dei cambiamenti climatici sia fortemente dannoso per la salute e il benessere umano, ed evidenzia come l’Italia, nel contesto europeo, sia al momento il Paese che sta pagando il prezzo più alto. Aspetto confermato, ad esempio, dai dati relativi agli incendi: nel 2021, infatti, l’Italia è stato il Paese in area Ocse con il maggiore numero di incendi registrati: 1.422. Dopo la Turchia, il nostro è stato il secondo Paese per superficie bruciata con ben 159.537 ettari. Si tratta numericamente del dato più alto registrato nell’ultimo decennio.

Dagli incendi alle ondate di calore, il dato non cambia. Nell’anno 2020 l’Italia ha segnato uno degli incrementi di temperatura maggiori in tutta Europa, con +1,54 °C rispetto alla media del periodo 1961-1990 e continua a surriscaldarsi più velocemente della media globale.

Questi numeri, confermati anche dal dato sempre più allarmante legato alle vittime per i disastri climatici, che in Europa ha superato il numero di 650mila casi negli ultimi 50 anni, hanno spinto gli esperti della sanità a lanciare un allarme alle Istituzioni.

 

cambiamenti climatici

 

I cambiamenti climatici e le abitudini alimentari

Quello dei cambiamenti climatici è un tema che tocca da vicino anche le abitudini alimentari dei cittadini.

“Un lavoro del Lancet di un paio d’anni fa faceva vedere l’impatto di ciascuna singola scelta alimentare sulla salute del pianeta – ha spiegato prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS. – È un lavoro straordinario che fa vedere quanto è importante ciò che noi mangiamo ogni giorno sulla generazione di Co2, sul consumo di suolo e di energia, sul benessere degli altri abitanti della Terra. Il contributo che noi possiamo portare, dal punto di vista degli studi sull’alimentazione corretta, alla salute del pianeta, arriva al 25%”.

Il Report presentato dalla dottoressa Chiara Cadeddu, coordinatrice scientifica dell’IIPH, lancia, quindi, un allarme rivolto ai decisori politici, affinché si intervenga con urgenza: “Occorre costruire un sistema salute resiliente, implementando meccanismi di allerta e di risposta rapida e assicurando la disponibilità di risorse adeguate, con una governance dell’adattamento che sia coordinata a più livelli, in modo da creare sinergie tra il livello locale, regionale e nazionale”.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Scrive per noi

Redazione
Redazione
Helpconsumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d’informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull’associazionismo organizzato che li tutela.

Parliamone ;-)