Animali_ commercio illegale

Commissione d'indagine per la protezione degli animali

Il Parlamento Europeo chiede un piano d’azione UE per porre fine al commercio illegale di animali da compagnia. Il benessere degli animali torna quindi al centro delle priorità delle istituzioni europee.

Cosa chiedono i deputati

Oggi i deputati di Bruxelles hanno adottato una  risoluzione non legislativa per chiedere un’iniziativa contro il commercio illegale di animali da compagnia, che è causa di sofferenze per gli animali, di diffusione di malattie, e genera introiti elevati per la criminalità organizzata internazionale.

Con la risoluzione i deputati chiedono un sistema comunitario obbligatorio per la registrazione di cani e gatti, una definizione UE degli impianti di allevamento commerciale su larga scala, noti come ‘fabbriche per cuccioli’, una migliore applicazione della normativa esistente e sanzioni più severe e di incoraggiare le persone ad adottare, piuttosto che acquistare, animali domestici.

 

Animali in città, il rapporto di Legambiente

Numeri del commercio illegale di animali

Si stima che ogni mese vengano scambiati tra i paesi dell’UE circa 46.000 cani, la maggior parte dei quali non è registrata. Una parte degli allevatori commerciali sta inoltre abusando della legislazione UE sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (Regolamento (UE) n. 576/2013), per scambi di natura economica.

“La risoluzione del Parlamento europeo contro il traffico illegale di animali è una scure contro un business redditizio molto più esteso di  quanto si possa aspettare e legato a doppio filo con la criminalità  organizzata. In Italia oltre 400mila cani e i gatti vengono importanti  illegalmente per essere venduti sul mercato nero, un mercato che frutta oltre 300 milioni di euro. Adesso tocca all’Europa porre fine a questa  crudeltà. Occorre inasprire le sanzioni e i controlli seguendo le  indicazioni dei rappresentanti dei cittadini”, così in una nota  l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi, co-autrice della
risoluzione.

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