Comuni rifiuti free, meno 5% rispetto allo scorso anno (Foto Pixabay)
Comuni rifiuti free, calo del 5% rispetto al 2024
Sono 633 in Italia i comuni rifiuti free, che hanno una produzione di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento inferiore a 75 kg/ab/anno. C’è un calo del 5% rispetto allo scorso anno. I dati presentato all’Ecoforum in corso a Roma
Raccolta differenziata a sali e scendi in Italia, con un lieve calo dei comuni rifiuti free che diminuiscono del 5% rispetto allo scorso anno. Sono considerati rifiuti free quei comuni che hanno una produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno. Secondo la nuova edizione di Comuni Ricicloni di Legambiente (la partecipazione è volontaria da parte dei Comuni che aderiscono all’iniziativa) sono 633 in Italia i comuni rifiuti free, su oltre 7800 comuni.
La fotografia è stata presentata oggi a Roma durante l’Ecoforum organizzato da Legambiente, Kyoto Club e La Nuova Ecologia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Regione Lazio.

Comuni rifiuti free, serve una svolta dalle città
Il numero dei comuni rifiuti free per la prima volta è in leggera flessione. Lo scorso anno erano 698. Si tratta, commenta Legambiente, di “un segnale da non sottovalutare se si pensa che ad oggi questi comuni rappresentano ancora solo l’8,4% dei 7896 comuni italiani. Restano, inoltre, ancora marcate le differenze tra nord, sud e centro”.
Il Nord mantiene il primato con 424 comuni rifiuti free nonostante il lieve calo registrato (erano 434 nel 2024), seguito dal Sud con 209 comuni rifiuti free (erano 231 nel 2024) che “sembra essersi adagiato sui buoni risultati raggiunti da alcune regioni”. Il Centro Italia è immobile con appena 30 comuni rifiuti free contro i 33 dello scorso anno. Fra le buone notizie e i capoluoghi premiati da Legambiente si segnala la new entry città di Nuoro insieme agli “storici” Treviso, Pordenone e Trento.
«Dalla fotografia scattata da Comuni ricicloni 2025 – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – emerge l’importanza di mantenere alta l’attenzione. A fronte di un’adesione in termici numerici analoga a quelli delle edizioni precedenti, i numeri dei comuni rifiuti free sono infatti in calo. Se da un lato va riconosciuto l’impegno portato avanti da tante amministrazioni virtuose, dall’altra lato è importante che ci sia una svolta che necessariamente deve arrivare dai centri più grandi e dalle città, ancora troppo latitanti dalle classifiche dei migliori. Serve, inoltre, un’attenzione per le filiere strategiche, come quella tessile e dei RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, per garantire sostenibilità e sicurezza economica. Questi settori influenzano l’ambiente, l’occupazione e la competitività industriale. Promuovere economia circolare e innovazione in queste filiere riduce l’impatto ecologico e rafforza l’autonomia produttiva».

