Malattie tropicali, in Italia 68 casi di dengue nel 2025 (Foto Pixabay)
Malattie tropicali, in Italia 68 casi di dengue nel 2025
Malattie tropicali come febbre dengue e chikungunya sono diffuse anche in Italia per l’aumento dei viaggi internazionali e per la diffusione degli insetti vettori. Istituto superiore di sanità: nei primi sei mesi dell’anno risultano confermati 68 casi di dengue e 22 di chikungunya
Malattie tropicali sì, ma sempre più autoctone, europee e presenti laddove prima non c’erano per la diffusione degli insetti vettori e per l’aumento dei viaggi internazionali. Dall’inizio dell’anno si contano in Italia 68 casi di dengue e 22 di chikungunya, malattie virali causate da zanzare infette. Il rischio è lo sviluppo di focolai infettivi.
L’Istituto superiore di sanità spiega che “la possibilità che si sviluppino in diversi paesi Europei, inclusa l’Italia, focolai di malattie che prima erano solo importate, come quelle causate da virus Dengue e Chikungunya, è in aumento negli ultimi anni, soprattutto per effetto della ripresa dei viaggi internazionali, della diffusione degli insetti vettori, soprattutto della cosiddetta ‘zanzara tigre’, e per l’aumento delle epidemie in paesi a clima tropicale e sub-tropicale”.
Per discutere di come affrontare i rischi legati a eventuali epidemie di malattie tropicali, di dengue e chikungunya, l’Iss ha organizzato un convegno di due giorni a Roma che si occuperà di “Preparazione e Contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia”. Le arbovirosi sono malattie infettive causate da virus trasmessi da vettori come come zanzare e zecche. Il convegno riunirà gli esperti nazionali e delle Regioni e fornirà i numeri aggiornati della sorveglianza sulle arbovirosi.
Malattie tropicali e sorveglianza: i casi di dengue e chikungunya
Questi dicono che in Italia dall’inizio dell’anno al 30 giugno 2025 risultano 68 casi confermati di infezione umana da virus dengue (tutti associati a viaggi all’estero) e 22 casi confermati di infezione umana da virus chikungunya (tutti associati a viaggi all’estero e in aumento rispetto allo scorso anno). Per la dengue l’età mediana delle persone colpite è di 41 anni, per il 51% sono uomini e non c’è stato nessun decesso. La maggior parte delle infezioni è stata contratto in Centro e Sud America e in paesi del Sud Est Asiatico.
Sono invece 22 i casi confermati di infezione umana da virus chikungunya in Italia, in aumento rispetto agli scorsi anni e tutti associati a viaggi all’estero (età mediana di 49 anni, 50% di sesso maschile, nessun decesso). La maggior parte dei casi è stato contratto in Madagascar e nell’isola Reunion e in Sry Lanka. Fra le altre segnalazioni, ci sono 4 casi confermati di virus zika tutti importati.
La dengue nel mondo
A livello internazionale, invece, le mappe dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) dall’inizio dell’anno si contano nel mondo oltre 3 milioni di casi di dengue con 1400 morti e 220 mila casi di chikungunya con 80 morti. La dengue si concentra soprattutto in America del Sud, Asia, Oceania e alcuni paesi africani; la chikungunya vede invece i casi concentrati in America del Sud, specialmente in Brasile, e in India. Dall’inizio dell’anno al 25 giugno sono stati poi segnalati otto casi autoctoni di infezione umana da virus chikungunya in sei regioni della Francia continentale e un caso di infezione umana autoctona causata dal virus della febbre emorragica Crimea Congo in Spagna.
Viaggi all’estero, come limitare i rischi
L’Iss suggerisce alcuni accorgimenti importanti per limitare i rischi quando si viaggia e al rientro da viaggi all’estero. Prima della partenza, dunque, bisogna informarsi sui rischi: verificare quali arbovirosi sono endemiche o epidemiche nell’area di destinazione, consultando il sito del Ministero della Salute o dell’Istituto Superiore di Sanità. Se si hanno dubbi o si rientra in categorie a rischio (bambini, anziani, donne in gravidanza, persone con patologie preesistenti), è consigliabile consultare il proprio medico curante per valutare eventuali precauzioni aggiuntive o vaccinazioni specifiche. Per alcune aree di viaggio e patologie potrebbe inoltre essere consigliata o obbligatoria la vaccinazione, specialmente per chi svolge attività all’aperto o soggiorna in zone rurali.
Al rientro dal viaggio, bisogna prestare attenzione alla comparsa di eventuali sintomi, come febbre, dolori articolari, eruzioni cutanee. Se si notano sintomi, consultare immediatamente il proprio medico curante, fornendo informazioni dettagliate sul viaggio e sulle eventuali punture di insetti subite. E bisogna segnalare al medico la comparsa di febbre, specialmente se accompagnata da dolori articolari.

