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Concessioni balneari, MC: nuove gare non favoriscano oligopoli

Le nuove gare per le concessioni balneari non diventino occasione per espropriare il settore alle imprese familiari e favorire invece concentrazioni da oligopolio. È quando afferma il Movimento Consumatori, che chiede di regolamentare i bandi di gara in modo da evitare l’acquisizione di tante concessioni da parte di un singolo gruppo e la realizzazione di oligopoli di fatto, magari intorno a gruppi esteri interessati alle coste italiane.

 

Concessioni balneari, no a proroga oltre il 31 dicembre 2023

 

Concessioni balneari, no alla proroga oltre il 2023

Il 9 novembre scorso, il Consiglio di Stato ha sentenziato che le concessioni demaniali marittime oggi in vigore sono prorogate solo fino al 2023. Dal 2024 dovranno essere messe a gara nel rispetto delle regole europee.

Il Consiglio di Stato ha dunque deciso che le concessioni balneari non potranno essere prorogate oltre il 31 dicembre 2023.

Per «evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere», ha scritto il Consiglio di Stato, «le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere continuano ad essere efficaci sino al 31 dicembre 2023, fermo restando che, oltre tale data, anche in assenza di una disciplina legislativa, esse cesseranno di produrre effetti, nonostante qualsiasi eventuale ulteriore proroga legislativa che dovesse nel frattempo intervenire, la quale andrebbe considerata senza effetto perché in contrasto con le norme dell’ordinamento dell’U.E.».

Ai balneari questo naturalmente non è piaciuto, mentre Legambiente e Touring Club hanno chiesto di approvare al più presto una legge di riordino delle coste italiane per garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, perché in media sulle coste italiane oltre il 50% delle aree costiere sabbiose è sottratto alla libera fruizione.

Movimento Consumatori: evitare oligopolio

La decisione del Consiglio di Stato è arrivata dopo che il Governo, col ddl Concorrenza, aveva scelto di mantenere le concessioni balneari fino al 2034 e nel frattempo procedere solo ad una loro mappatura. Per il Movimento Consumatori è importante che ora i bandi di gara siano regolamentati per evitare la formazione di oligopoli a danno delle piccole imprese.

Se il Consiglio di Stato, dice l’associazione, ha voluto con la sentenza garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, «è però necessario che i bandi di gara siano regolamentati – afferma Gustavo Ghidini, presidente di Movimento Consumatori – con lungimiranza e nel reale perseguimento di politiche pro-concorrenziali, altrimenti rischiamo semplicemente, in nome della concorrenza, di trasferire questo intero settore da circa 10 mila piccole imprese per lo più a conduzione familiare, a un oligopolio controllato da pochi grossi gruppi, più probabilmente, stranieri vista l’attrattività del nostro patrimonio costiero».

Per il Movimento Consumatori il Governo deve «mettere alcuni paletti prima del 2024. Andrebbe sostituito il criterio della vincita del bando per massima offerta e si dovrebbe limitare la possibilità di acquisizione di concessioni da parte di un singolo gruppo: al massimo una concessione per regione e tre su tutto il territorio nazionale, altrimenti favoriamo esclusivamente la creazione di posizioni oligopolistiche a favore dei grandi gruppi», conclude Ghidini.

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