Deposito nazionale scorie nucleari, Legambiente: autocandidature un assurdo pasticcio all’italiana

Deposito nazionale scorie nucleari, Legambiente: autocandidature un assurdo pasticcio all’italiana (Foto di Dirk Rabe da Pixabay)

Deposito nazionale scorie nucleari, Legambiente: autocandidature un assurdo pasticcio all’italiana

Il MASE identifica 51 siti idonei, in 6 regioni, per il Deposito nazionale delle scorie nucleari. Sono state ammesse, inoltre, autocandidature anche per i Comuni non compresi nella Cnai. Legambiente: “Fondamentale attenersi al percorso scientifico individuato fino ad ora”

“Sulla questione aree idonee ad ospitare il Deposito nazionale delle scorie nucleari, ancora una volta si è fatto il solito pasticcio all’italiana. È assurdo prevedere la possibilità di autocandidature anche da parte dei Comuni non compresi nella Cnai”: così Legambiente, sulla Carta nazionale delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie radioattive (Cnai), pubblicata in questi giorni dal MASE.

Il documento, oltre a indicare i 51 siti idonei in 6 regioni della Penisola, stando al recente decreto legge energia, include anche la possibilità di autocandidature, entro 30 giorni di tempo dalla pubblicazione della Carta, di quei comuni le cui aree sono state ritenute non idonee fino ad oggi.

L’associazione ambientalista “giudica totalmente sbagliata e controproducente la possibilità di questo tipo di autocandidatura, perché lascia prevedere un percorso poco rigoroso e poco attento alla sicurezza dei cittadini, e che finirà per allungare inevitabilmente i tempi per l’individuazione del Deposito, che invece rappresenta una vera urgenza per la sicurezza di tutto il Paese”.

“Ma perché mai – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – i territori di questi Comuni, se prima non soddisfacevano gli stringenti requisiti richiesti in fase di valutazione, ora invece potrebbero essere ritenuti “idonei” ad ospitare il Deposito nazionale delle scorie nucleari? Si è imboccato un incomprensibile “percorso parallelo” a quello seguito finora, solo per dare modo ai Comuni scartati di ritornare in pista con proprie autocandidature”.

Deposito nazionale scorie nucleari, l’appello di Legambiente

Legambiente, quindi, rivolge un appello al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “il deposito serve, è urgente -continua Ciafani – si è perso fin già troppo tempo, e va fatto per ospitare i rifiuti a bassa e media attività. Per quelli ad alta attività si deve lavorare a livello comunitario, come previsto dalla direttiva UE, per individuare un deposito geologico idoneo e il più possibile sicuro, che ospiti quei rifiuti più radioattivi, prodotti prevalentemente da quei Paesi che negli ultimi settant’anni hanno prodotto ingenti quantità di questa tipologia di rifiuti, senza mai trovare una soluzione con cui poter chiudere il circolo, ormai vizioso, intrapreso”.

“È fondamentale – aggiunge Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale di Legambiente – attenersi rigorosamente al percorso messo in campo con la Carta nazionale, evitando fughe in avanti che non hanno senso e che comprometterebbero la credibilità di quanto fatto finora, esponendo ulteriormente il Paese a lungaggine dei tempi e a rischi inutili. Ci sono ancora rifiuti radioattivi attualmente stoccati e dislocati su tutto il territorio nazionale in decine di siti assolutamente inidonei, con gravi e ingiustificati rischi per tutti”.

Parliamone ;-)