Edilizia, Legambiente: riqualificazione energetica per affrontare la crisi climatica ed economica

Edilizia, Legambiente: riqualificazione energetica per affrontare la crisi climatica ed economica

La riqualificazione energetica del patrimonio edilizio quale chiave strategica per affrontare le principali emergenze al centro del dibattito pubblico, dalla crisi climatica a quella socioeconomica, dal perdurare dei conflitti al caro bollette: a patto che a beneficiarne, però, siano soprattutto le fasce più fragili della popolazione e i quartieri marginali delle nostre città. È la sfida che muove Civico 5.0, la campagna con cui Legambiente racconta e denuncia lo stato di inefficienza dell’edilizia in Italia: focus di questa quarta edizione, come lo scorso anno, è ancora una volta l’edilizia popolare.

I monitoraggi condotti dall’associazione attraverso termografie, in grado di rivelare il comportamento termico dei manufatti edilizi, hanno interessato cinque Regioni italiane, sette città e nove diversi quartieri, che si aggiungono ai dieci della scorsa edizione, dalla Lombardia alla Sicilia.

Riqualificazione energetica, i monitoraggi di Legambiente

Il viaggio di Legambiente da Nord a Sud racconta, ancora una volta, di un’edilizia popolare vetusta, poco manutenuta e curata, cui si accompagnano dispersioni degli infissi, involucri poco coibentati e sistemi murari disperdenti.

Criticità che – osserva l’associazione – acuiscono le disuguaglianze già vissute prima dell’emergenza sanitaria e aggravate dal caro bollette post-pandemia che, secondo dati Arera, nel primo trimestre 2022 ha portato a un aumento del costo della bolletta luce del 131% rispetto all’anno precedente e del 94% di quella del gas. Con un incremento complessivo delle spese in bolletta per una famiglia-tipo di quasi mille euro da aprile 2021 a marzo 2022.

“Eppure, di fronte all’aumento delle bollette, che porterà la spesa energetica a incidere per il 20% delle spese complessive del 44% delle famiglie in Edilizia Residenziale Pubblica, con un reddito inferiore a 10 mila euro l’anno, nessuna politica strutturale è stata messa in campo in questi mesi”, denuncia Legambiente.

 

Rapporto Civico 5.0 edilizia

 

Conoscere i territori, i quartieri e le loro problematicità è il primo passo per la loro transizione: chi si occupa dell’abitare nello spazio pubblico e privato ha una grande responsabilità, quella di ridefinire in maniera strutturale la politica energetica e abitativa di questo Paese, riducendo le asimmetrie e le disuguaglianze fra aree geografiche e persone — osserva Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente —Eppure, nell’ultimo anno il Superbonus è stato mal gestito, attaccato e rimodulato, con una riduzione della platea e delle opportunità, mettendo a nudo l’inadeguatezza dell’intera filiera”.

“La riqualificazione in chiave energetica – prosegue Katiuscia Eroe – unita alla rigenerazione urbana, all’elettrificazione dei consumi domestici e alla modifica degli stili di vita rappresenta una chiave fondamentale per affrontare le emergenze attuali”.

I vantaggi dell’efficienza energetica

Come spiegato da Legambiente, il settore edilizio è tra i maggiori responsabili del cambiamento climatico: secondo il vecchio Piano nazionale integrato Energia e Clima, incide per il 17,4% sulle emissioni totali in atmosfera, non solo a causa dell’uso di fonti fossili, ma anche per via delle forti dispersioni di calore.

Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, Legambiente stima che occorrerebbe intervenire in maniera strutturale per riqualificare oltre 93 mila condomini l’anno a partire dal 2022. Se a questa riconversione si aggiungesse anche quella degli altri alloggi, tra abitazioni unifamiliari e indipendenti stimabili in oltre 900 mila case, in otto anni si ridurrebbero ben 29,2 milioni di tonnellate di CO2 e 14,55 miliardi di mc di gas fossile, pari al 19,4% degli attuali consumi totali del Paese.

Senza dimenticare – sottolinea l’associazione – i vantaggi di cui, nello specifico, beneficerebbero i nuclei familiari dal vivere in abitazioni in classe A, a partire dalla riduzione dell’80% dei consumi rispetto a una Classe G. O, ancora, le opportunità per le imprese e per il Paese.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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