Veicoli elettrici, come migliorare il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima
Mobilità elettrica, 4 milioni di veicoli entro 2030 e punti ricarica pubblici
Adiconsum chiede al Governo il riconoscimento di “Servizio Pubblico” alla rete di ricarica in pubblico dei veicoli elettrici
Nel 2030 l’Italia dovrà raggiungere l’obiettivo di 4 milioni di veicoli elettrici (auto e furgoni); questo quanto dichiarato nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), presentato dal Governo italiano alla Commissione Europea a metà gennaio.
Il Piano delinea 5 linee d’intervento: dalla decarbonizzazione all’efficienza e sicurezza energetica, passando attraverso lo sviluppo del mercato interno dell’energia, della ricerca, dell’innovazione e della competitività. L’obiettivo è quello di “realizzare una nuova politica energetica che assicuri la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale”.

Veicoli elettrici, la posizione Adiconsum
Sulla questione dei veicoli elettrici interviene l’associazione Adiconsum, la quale auspica che il PNIEC possa far fronte ad alcune priorità: la certezza della qualità del servizio erogato e delle tutele all’utente da parte di chi fornisce il servizio di ricarica elettrica e il prezzo dell’energia per la ricarica in pubblico che, sottolinea Adiconsum, deve essere a prezzi inferiori rispetto a quelli dei carburanti fossili.
“I soli incentivi all’acquisto dei veicoli elettrici non bastano – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Occorrerà innanzitutto sviluppare correttamente la rete di ricarica dedicata, a cominciare dalle stazioni di servizio che devono realizzare colonnine fast per la ricarica elettrica dei veicoli”.
Adiconsum propone quindi il riconoscimento del servizio di ricarica per i veicoli elettrici quale Servizio Pubblico, come avviene per il rifornimento con carburanti fossili, e come definito dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994, Princìpi sull’erogazione dei servizi pubblici, che recita: “Ai fini della presente direttiva sono considerati servizi pubblici, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all’assistenza e previdenza sociale, alla istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà di circolazione, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e qu

elli di erogazione di energia elettrica, acqua e gas”.
“Se veramente si vuole sviluppare la mobilità elettrica tutelando i cittadini che decidono di utilizzarla – afferma Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale di Adiconsum – occorre immediatamente riconoscere la rete di ricarica elettrica quale servizio di pubblica utilità e conseguentemente imporre alle aziende fornitrici di tale servizio di rispettare le norme dedicate al servizio pubblico, sottoponendole al controllo degli organi a questo deputati”.
“Ecco perché – conclude De Masi – Adiconsum ha inviato una lettera in cui chiede al Governo e ai Ministeri competenti di adoperarsi, al più presto, per colmare tale lacuna normativa e garantire, finalmente, a tutti i cittadini di passare alla mobilità elettrica con la certezza di ottenere gli stessi diritti previsti per i servizi pubblici”.

