Neutralità climatica, città ancora in ritardo. L'indagine Green City Network-GSE (Fonte immagine: Pixabay)

Neutralità climatica, città ancora in ritardo. L'indagine Green City Network-GSE (Fonte immagine: Pixabay)

Le città italiane stentano a imboccare la strada della neutralità climatica, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo delle fonti rinnovabili, il risparmio energetico, i piani per l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’obiettivo della neutralità climatica al 2050, fissato solamente dal 4% delle città.

Il Green City Network della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e il GSEGestore dei Servizi Energetici fanno il punto sulla situazione, attraverso un’indagine che ha coinvolto un campione di 14 milioni di italiani, residenti in città grandi e piccole tra cui 10 aree metropolitane (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste e Venezia).

L’indagine presentata oggi, 6 giugno, in occasione della Conferenza Nazionale della Green City, nell’ambito del primo Festival per la Giornata Mondiale dell’Ambiente di Green&Blue si è concentrata su sei temi: neutralità climatica, efficienza energetica, fonti rinnovabili, decarbonizzazione dei trasporti, gestione circolare dei rifiuti, assorbimenti di carbonio.

Ecco una sintesi dei risultati dell’indagine.

Le città e la neutralità climatica

Secondo i dati emersi dallo studio, il 69% delle città monitorate ha redatto il Paes o il Paesc (i piani per energia e clima), ma la metà non ne ha monitorato i risultati. L’85% ha aderito al Patto dei sindaci, ma solo il 39% ha aggiornato i target per il clima al 2030; quasi il 70% non ha un piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici e solo il 4% ha un obiettivo al 2050.

Inoltre, l’impegno verso la neutralità climatica entro il 2050, stabilito in modo vincolante con il Regolamento europeo 2021/1119, non è ancora stato acquisito come impegno locale, se non da una minoranza, grazie soprattutto ad alcune iniziative internazionali ed europee.

Per quanto riguarda il tema dell’efficienza energetica, se in oltre il 73% delle città sono stati definiti programmi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici, il 78% non monitora il target europeo al 2030 del 3% di riqualificazione annua. L’80% applica i CAM (Criteri ambientali minimi) per l’affidamento dei lavori di riqualificazione e illuminazione. Il 47% si è avvalso dei servizi di accompagnamento del GSE per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e dell’illuminazione, ma anche in questo caso la metà delle città non fa il monitoraggio dei consumi energetici.

Inoltre, a più di 20 anni dall’istituzione della figura dell’energy manager, il 67% delle città non lo ha nominato. Dai dati emerge che l’impegno delle città per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici e per l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica è abbastanza esteso, più carente invece l’impegno sul risparmio energetico.

 

Fonti rinnovabili

 

Fonti Rinnovabili

Circa la metà delle città interessate dall’indagine ha adottato iniziative per promuovere la produzione di energia elettrica da solare fotovoltaico, percentuale che scende per quella solare termica e a percentuali molto basse per eolico e altre fonti rinnovabili, ma il 76% delle città non dispone di una stima dei propri consumi coperti da rinnovabili e addirittura.

Inoltre il 93% non sa quanti impianti per la produzione di energia termica da rinnovabili ci siano sul proprio territorio, né, nell’85% delle città, è stato realizzato un inventario delle superfici idonee ad ospitare impianti rinnovabili. Il 67% delle città inoltre non ha fissato obiettivi di sviluppo delle rinnovabili elettriche e ancor di più non hanno obiettivi per le rinnovabili termiche e biocarburanti.

Neutralità climatica, trasporti e gestione dei rifiuti

Piste ciclabili e colonnine di ricarica elettrica sembrano essere gli interventi più gettonati in tema di mobilità sostenibile, previsti, infatti, da oltre il 90% delle città, mentre solo il 42% delle città ha in programma interventi per aumentare i mezzi del trasporto pubblico, in calo rispetto ai programmi precedenti.

Anche in questo caso il 62% delle città non dispone di una valutazione delle emissioni di gas serra dei trasporti e solo il 41% ha adottato un Piano urbano per la mobilità sostenibile (PUMS).

Per quanto riguarda la gestione circolare dei rifiuti, il contributo dell’economia circolare alla riduzione delle emissioni di gas serra non è ancora ampiamente acquisito dalle amministrazioni locali: solo il 41% delle città esaminate ha realizzato analisi.

Tuttavia le città intervistate dedicano attenzione (73%) alla prevenzione della produzione dei rifiuti, l’82% ha un tasso di raccolta differenziata superiore alla media nazionale e la maggioranza dei comuni ha fissato obiettivi di raccolta differenziata al 2030, ma meno della metà delle città (42%) ha realizzato centri di riuso e la frazione organica raccolta nelle città è ancora poco utilizzata per produrre biometano.

Assorbimenti di carbonio

Oltre la metà delle città (51,3%), infine, ha presente l’obiettivo europeo di arrivare ad azzerare il consumo di suolo, intervento necessario per aumentare gli assorbimenti di carbonio. Il 76% ha in corso interventi di rigenerazione urbana e oltre il 90% ha in programma di aumentare le alberature, le aree verdi urbane e oltre il 63% ha in programma di sviluppare gli orti urbani.


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