Parlamento Europeo, approvate nuove norme per il trattamento delle acque reflue urbane (Foto Pixabay)

Il trattamento e il riutilizzo delle acque reflue urbane hanno assunto una nuova importanza con l’approvazione ieri di nuove norme da parte dei deputati europei. Con un voto schiacciante di 481 favorevoli, 79 contrari e 26 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato un accordo cruciale raggiunto con il Consiglio a gennaio 2024. Queste nuove norme mirano a migliorare la gestione delle acque e il trattamento delle acque reflue urbane per garantire una migliore protezione della salute pubblica e dell’ambiente.

Il relatore Nils Torvalds (Renew, FI) ha dichiarato: “La legislazione migliorerà significativamente le norme in materia di gestione delle acque e di trattamento delle acque reflue in Europa, in particolare con nuove norme sull’eliminazione dei microinquinanti provenienti da medicinali e prodotti per la cura della persona. Stiamo facendo in modo che l’impatto delle norme sull’accessibilità economica dei medicinali non sia sproporzionato e che le sostanze chimiche nocive come gli PFAS siano monitorate e trattate meglio in futuro.”

Acque reflue urbane, le novità in arrivo

La nuova direttiva rappresenta un passo significativo verso un approccio più responsabile e sostenibile alla gestione delle acque reflue urbane. In particolare, prevede che entro il 2035 tutte le acque reflue urbane siano sottoposte a trattamento secondario, che consiste nella rimozione della materia organica biodegradabile, prima di essere scaricate nell’ambiente. Questa disposizione si applicherà a tutti gli agglomerati con una popolazione di almeno 1.000 abitanti equivalenti o più, un parametro che indica l’inquinamento medio rilasciato da una persona al giorno.

Le ragioni dietro questa decisione sono chiare e urgenti. Le acque reflue urbane possono contenere una vasta gamma di inquinanti, tra cui sostanze chimiche, microrganismi patogeni e nutrienti, che possono rappresentare una minaccia per la salute umana e l’ecosistema acquatico. Il trattamento delle acque reflue è essenziale per garantire che queste sostanze nocive vengano rimosse in modo efficace prima che le acque siano rilasciate nell’ambiente.

Inoltre, la nuova direttiva sottolinea l’importanza del riutilizzo delle acque reflue trattate. Le acque reflue, una volta trattate in conformità con gli standard stabiliti, possono essere utilizzate in varie applicazioni non potabili. Questo approccio al riutilizzo delle acque reflue contribuisce a ridurre la pressione sulle risorse idriche dolci e a promuovere la sostenibilità idrica.

La legge introduce anche la responsabilità estesa del produttore per i medicinali per uso umano e i prodotti cosmetici, che dovrà così coprire i costi del trattamento quaternario (per rimuovere i microinquinanti dalle acque reflue urbane). Almeno l’80% dei costi sarà coperto dai produttori, integrati da finanziamenti nazionali. I Paesi dell’UE saranno inoltre tenuti a promuovere il riutilizzo delle acque reflue trattate provenienti da tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, se opportuno, in particolare nelle zone soggette a stress idrico.

Un aspetto fondamentale di queste nuove norme è il loro impatto sulla salute pubblica. L’acqua è una risorsa vitale e garantire la sua pulizia e sicurezza è essenziale per prevenire malattie e proteggere il benessere delle comunità. Il trattamento delle acque reflue urbane rappresenta un importante mezzo per ridurre il rischio di contaminazione dell’acqua potabile e migliorare la qualità della vita delle persone.


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