Politiche ambientali in Italia, i nodi critici (foto pixabay)
Politiche ambientali in Italia, i problemi: rifiuti e inquinamento atmosferico
L’attuazione delle politiche ambientali in Italia evidenzia fra gli altri due sfide: la gestione dei rifiuti e l’inquinamento dell’aria
Quali sono i progressi fatti e le sfide dell’Italia nell’attuazione delle politiche ambientali e delle norme europee? Una scheda riepilogativa sul paese evidenzia progressi e nodi critici dell’Italia. La Commissione europea ha infatti pubblicato il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che elabora conclusioni e definisce tendenze comuni a livello dell’UE sulla base di 27 relazioni sui singoli paesi che illustrano lo stato di avanzamento dell’applicazione del diritto ambientale dell’UE.
Nelle schede e nella relazione ci sono dunque le informazioni sul livello di protezione della qualità dell’aria, dell’acqua e della natura che i governi dell’UE offrono ai loro cittadini.

Sfide ambientali Italia, settembre 2022
Fra le sfide ambientali dell’Italia, una è che non è stata ancora effettuata la designazione dei siti Natura 2000 per le aree marine.
Altro nodo critico è la gestione dei rifiuti.
«Sebbene l’Italia abbia compiuto alcuni passi avanti in materia di gestione dei rifiuti, continua a pagare sanzioni per il mancato rispetto della normativa europea sul trattamento delle acque reflue urbane, per le discariche irregolari e per la gestione dei rifiuti nella regione Campania. Anche i nitrati nell’Italia settentrionale e l’acqua potabile nel Lazio rappresentano problematiche ambientali assolutamente non trascurabili», evidenzia la scheda di sintesi per l’Italia.
C’è poi l’inquinamento dell’aria.
«Si registrano sostanziali superamenti dei valori limite degli inquinanti atmosferici fissati dall’UE per il particolato fine e il biossido di azoto, soprattutto nella Pianura Padana»
Si stima che nel 2019 fossero oltre 10 500 i decessi prematuri attribuibili a tali inquinanti atmosferici.
Progressi ambientali
La scheda evidenzia anche i progressi dell’Italia.
Aumenta il tasso di riciclo e compostaggio dei rifiuti e ci sono molte iniziative di economia circolare a livello regionale.
Ci sono progressi nella designazione dei siti di Natura 2000 terrestri.
L’Italia ha adottato e comunicato i Piani di gestione dei bacini idrografici di terza generazione e i Piani di gestione del rischio alluvionale di seconda generazione. Inoltre «l’ambizioso Piano di ripresa e resilienza nazionale definisce riforme chiave in settori quali l’economia circolare, la gestione dei rifiuti con importanti investimenti nel riciclaggio e nella governance idrica».

