Progetto LIFE MODERn (NEC), Legambiente scende in piazza contro l'inquinamento

Progetto LIFE MODERn (NEC), Legambiente scende in piazza contro l'inquinamento (Fonte foto: Legambiente)

Progetto LIFE MODERn (NEC), Legambiente scende in piazza contro l’inquinamento

I volontari di Legambiente sono scesi in strada con maschera antigas per informare la cittadinanza sugli impatti dell’inquinamento atmosferico. Una iniziativa realizzata nell’ambito del progetto LIFE MODERn (NEC), che ha l’obiettivo di svolgere un monitoraggio della qualità dell’aria finalizzato allo studio del suo impatto sugli ecosistemi forestali e di acqua dolce

I volontari di Legambiente sono scesi in piazza, nelle città di Bari, Bergamo, Firenze, Genova, Milano, Padova, Perugia e Torino, muniti di maschera antigas collegata ad una piccola teca contenente una piantina. “Respiriamo grazie a loro. Non soffochiamole” è il messaggio che gli attivisti hanno voluto lanciare in occasione dei flash mob realizzati nell’ambito del progetto LIFE MODERn (NEC).

L’inquinamento atmosferico prodotto in città dalle attività antropiche genera un impatto negativo anche negli ecosistemi remoti, come le foreste e le acque dolci.

Per monitorare al meglio gli effetti degli inquinanti sugli ecosistemi fondamentali per la vita sul Pianeta, questo progetto europeo (guidato dall’Arma dei Carabinieri – Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari CUFAA, e supportato da CNR, CREA, ENEA, Legambiente, TerraData srl environmetrics e le Università di Camerino e di Firenze) si pone, quindi, l’obiettivo di raddoppiare i siti attualmente monitorati attraverso la Rete Nec e incrementare il numero degli indicatori considerati.

LIFE MODERn, la Rete NEC per il monitoraggio dell’inquinamento

Ad oggi – spiega Legambiente – la Rete NEC conta 10 siti, 6 forestali e 4 di acqua dolce. Tra i parametri attualmente considerati negli ecosistemi forestali ci sono lo stato di salute e la vitalità degli alberi, le deposizioni atmosferiche, la chimica delle soluzioni circolanti nei suoli, la chimica fogliare e la biodiversità di piante e licheni.

Nei siti di acqua dolce, invece, sono considerati i parametri chimici dell’acqua come i livelli di acidità, il solfato, i nitrati, oltre alle comunità a macroinvertebrati e diatomee.

 

Fonte: LIFE MODERn (NEC)
Fonte: Legambiente – LIFE MODERn (NEC)

 

Grazie al progetto LIFE MODERn (NEC), saranno considerati ulteriori 18 indicatori, attualmente al vaglio dei partner del progetto, tra cui la diversità della fauna del suolo, di pipistrelli e uccelli e il DNA ambientale, la trasparenza e la qualità dell’aria e una serie di indicatori legati alla diversità funzionale delle comunità.

L’inquinamento atmosferico, che danneggia pesantemente la nostra salute e compromette la qualità della nostra vita, influisce anche sulla biodiversità – spiega Legambiente. – Ma, mentre un quadro delle emissioni di inquinanti atmosferici a livello nazionale è ormai sufficientemente strutturato e basato su una solida rete di siti di monitoraggio, lo studio degli impatti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi necessita di maggiori studi e strumenti, come un’adeguata rappresentatività dei diversi ecosistemi e una sinergica integrazione tra i metodi e i risultati ottenuti da diversi istituti di ricerca”.

L’inquinamento atmosferico in Italia

Secondo l’ultimo rapporto Mal’aria di Legambiente, che ha monitorato la qualità dell’aria nell’anno 2022, i livelli di inquinamento atmosferico in molte città sono ancora troppo alti e lontani dai limiti normativi, più stringenti, previsti per il 2030. Rispetto a questi nuovi target europei, infatti, ad oggi sarebbero fuorilegge il 76% delle città per il PM10, l’84% per il PM2.5 e il 61% per l’NO2.

Tra queste, alcune località hanno registrato dati preoccupanti: a Milano e Torino (media annuale di 35 microgrammi/metro cubo) e Padova (32 microgrammi/metro cubo) le situazioni più difficili per il PM10; per l’NO2 valori più alti riscontrati a Firenze (30 microgrammi/metro cubo) e Bergamo (28 microgrammi/metro cubo).


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