Qualità dell’aria a Roma, Legambiente Lazio: ovunque superati i nuovi limiti proposti dall’Europa (Foto Pixabay)

“Roma non ha per niente una buona qualità dell’aria”, denuncia Legambiente Lazio. A Roma la qualità dell’aria lascia a desiderare. E se si tengono in considerazione i nuovi limiti che l’Europa si sta dando sull’inquinamento atmosferico, in tutte le 13 centraline risultano superati i limiti per media annua di polveri fini e sottili e biossido di azoto – PM10, PM2,5 e NO2 . È quanto afferma Legambiente che oggi ha presentato il Rapporto Aria Pulita per Roma 2023, in occasione della Settimana Europea per la Mobilità.

Qualità dell’aria a Roma, che fare?

Nel Rapporto l’associazione ambientalista torna a fare il punto sui progetti necessari e le scelte politiche per la riqualificazione della qualità dell’aria nella Capitale.

Nuovi tram, prolungamenti delle Metro, elettrificazione della flotta dei bus di superficie, interventi strutturali alla rete ferroviaria, nuove stazioni, chiusura dell’Anello ferroviario, sharing mobility, nuova Fascia Verde verso la Congestion Charge di tutto il centro, realizzazione di GRAB e ciclabili su ogni arteria stradale”: questo quanto l’associazione ambientalista è tornata a raccontare nel suo rapporto, con il quale pone la sfida della mobilità sostenibile per abbattere anche l’enorme numero di incidenti e vittime della strada.

Fra le proposte dell’associazione, oltre alla fascia verde o zone a basse emissioni, c’è quella di prevedere una congestion charge o tassa sul traffico urbano privato. Legambiente propone infatti di “prevedere l’entrata in vigore di una congestion charge nell’Anello Ferroviario per i soli diesel euro 5 ed euro 6 e benzina euro 3 ed euro 4 entro il 2025, mantenendo il divieto assoluto di accesso e circolazione per tutti i diesel fino ad euro 4 e i benzina fino ad euro 2”.

 

Inquinamento atmosferico, Parlamento europeo chiede limiti più severi per “inquinamento zero” al 2050 (Foto Pixabay)

 

Roma e i nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria

«La nostra città potrà cambiare e in meglio solo se sarà una priorità totale quella della mobilità sostenibile – ha detto Amedeo Trolese di Legambiente Lazio che ha curato la realizzazione del rapporto – togliendo spazio al dominio fisico e culturale delle auto vetture private negli spostamenti, e restituendo la città alle persone. Ci serve la modernità di tante nuove linee tranviarie, anche più di quelle previste con i fondi PNRR, i prolungamenti di tutte le metro come si attende ormai da decenni, investimenti potenti su tutto il TPL collettivo, ampliamento della superficie di attuazione della sharing mobility, protezione degli itinerari ciclabili per ora solo disegnati a terra, tante nuove ciclovie».

Sulla qualità dell’aria, la scorsa settimana il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulle nuove misure legislative sull’inquinamento atmosferico, con limiti più rigorosi al 2035 per diversi inquinanti e con obiettivo inquinamento zero al 2050.

Gli obiettivi da raggiungere per i valori di inquinamento, spiega Legambiente, sono in linea con quanto l’OMS già dallo scorso anno chiede di traguardare e molto più stringenti: le PM2.5 avranno una soglia annuale dimezzata a 5 μg/m3 (microgrammi per metro cubo di aria) e limite sulle 24 ore che scende da 25 a 15 μg/m3; le PM10  avranno un limite annuale che passa da 20 a 15 μg/m3; e l’NO2 avrà limite di concentrazione annua che scende a 10 μg/m3 e a 25 μg/m3 come limite giornaliero; la data limite per raggiungere tutti gli obiettivi è settembre 2035.

 

Foto credit Legambiente

 

La qualità dell’aria a Roma è lontana da questi obiettivi.

«Nella Capitale la qualità dell’aria si può migliorare con trasporto pubblico collettivo, sharing mobility, ciclabilità e riduzione drastica delle automobili – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. La nuova direttiva europea va nella giusta direzione, recepisce le indicazioni dell’OMS e prevede una drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico; a Roma bisogna lavorare in fretta perché siano raggiunti gli obiettivi concretizzando tutti i progetti che si attendono anche da decenni, così evitiamo che la città continui ad essere tra i luoghi responsabili delle procedure di infrazione europee sulla qualità dell’aria ma soprattutto per una migliore qualità della vita. Se confrontiamo oggi i dati delle polveri sottili e biossido di azoto, tutte le 13 centraline Arpa romane superano di gran lunga i nuovi limiti così come è oltre i limiti il dato medio annuale complessivo; una situazione evidentemente di emergenza contro la quale contrapporre le politiche di mobilità sostenibile, a partire dalla prevista Fascia Verde, la Congestion Charge e tutte le tranvie che potranno essere realizzate con i fondi del PNRR».


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)