Consumo di suolo, Soil4Life: urge alleanza europea per la tutela di una risorsa fondamentale

Consumo di suolo, Soil4Life: urge alleanza europea per la tutela di una risorsa fondamentale

Il suolo è una risorsa fondamentale per la vita, vulnerabile, limitata e non rinnovabile: il 95% del cibo che produciamo deriva dal suolo, che custodisce più di un quarto della biodiversità del nostro pianeta. Degradare e consumare suolo vuol dire, quindi, ridurre il substrato vitale della nostra specie. Eppure – avverte Legambiente – il consumo di suolo in Italia continua a crescere ad un ritmo tanto veloce quanto preoccupante.

Secondo i dati ISPRA, nell’ultimo anno le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 km², ovvero, in media, più di 15 ettari al giorno. L’Italia perde circa 2 metri quadrati di suolo ogni secondo, a danno di aree naturali e agricole. Terreni che fanno spazio a nuove case ed edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi e di servizio e ad altre aree a copertura artificiale all’interno e all’esterno delle aree urbane esistenti.

Di emergenza suolo si è parlato oggi a Roma, nel convegno conclusivo del progetto europeo Soil4Life, coordinato da Legambiente con il coinvolgimento di ISPRA, CIA agricoltori italiani, CCIVS, CREA, ERSAF, Politecnico di Milano, Roma Capitale e Green Istria.

Pensiamo che non ci sia più tempo per rinviare l’assunzione di un impegno forte e vincolante per dotare l’Europa di una direttiva per la protezione dei suoli, per questo, anche grazie al progetto Soil4life, abbiamo attivato iniziative internazionali di sostegno ed un appello per una leadership europea nella lotta al degrado del suolo”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Intanto, la Commissione Europea ha presentato, lo scorso novembre, la nuova Strategia Tematica sul Suolo. E la stessa Commissione ha avviato nelle scorse settimane la consultazione anche sulla proposta di Legge Europea per la Salute del Suolo.

 

Consumo di suolo

 

Consumo di suolo in Italia, lo scenario

Lo scenario del degrado del suolo è particolarmente inquietante per un Paese come l’Italia, in cui il 20% dei suoli sono già considerati a rischio di desertificazione – spiega Legambiente.

Numeri preoccupanti che si aggiungono a quelli dei suoli che sono stati persi per effetto dell’urbanizzazione: secondo i dati ISPRA, solo nell’ultimo quindicennio sono stati impermeabilizzati oltre 105.000 ettari di suolo, come se fosse stata completamente urbanizzata un’area estesa come il comune di Roma.

Ma il consumo non è la sola forma di degrado del suolo di cui dobbiamo preoccuparci. La contaminazione, per esempio – generata dall’uso di sostanze chimiche in agricoltura o legata ad attività industriali – è un grave problema, anche perché le attività di bonifica spesso languono per decenni.

“Per di più – prosegue l’associazione ambientalista – la presenza di contaminazione con i conseguenti oneri di bonifica, costituisce uno dei più grandi ostacoli al riutilizzo di siti industriali dismessi, e così si finisce per consumare altro suolo per le nuove attività. Per evitarlo occorrerebbero agevolazioni che permettano di accelerare sia la bonifica dei suoli che il loro riutilizzo in operazioni di rigenerazione urbana”.

La conservazione della sostanza organica nel suolo è il secondo grande tema del progetto Soil4life. Buone pratiche agricole, a partire dall’agricoltura biologica e dallo sviluppo della produzione e dell’uso di compost di qualità sui suoli agricoli, possono fermare o addirittura invertire la perdita di sostanza organica dei suoli coltivati – spiega Legambiente. – Una sfida importante è dunque garantire che le future generazioni possano continuare a disporre di suoli fertili, perché ricchi di sostanza organica.


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