Tartarughe marine, aumentano i nidi sulle spiagge d’Italia (Foto Legambiente)

Aumentano sulle spiagge italiane i nidi di tartarughe marine. La tartaruga Caretta Caretta fino a qualche anno fa nidificava soprattutto nel Mediterraneo orientale. Ora i nidi sono aumentati anche sulle spiagge d’Italia. Così Legambiente, con la sua campagna Goletta Verde, quest’anno ha già individuato e messo in sicurezza quasi 600 nidi lungo le coste italiane. Il fenomeno è legato anche all’effetto dei cambiamenti climatici, che spingono le tartarughe a nidificare sempre più frequentemente nel Mediterraneo occidentale. La tappa campana di Goletta Verde arriva nel pieno della stagione delle nidificazioni della Caretta caretta, con numeri inediti per il litorale della Penisola.

Tarta dog alla ricerca dei nidi

In questa estate 2025 sono quasi 600 i nidi individuati sulle spiagge italiane, con un aumento del 30% rispetto al 2024 (erano 454 un anno fa).

Il dato è parziale ma conferma la tendenza all’aumento. Le regioni del Sud sono quelle nelle quali sono stati trovati più nidi di tartarughe marine: la Sicilia in testa con oltre 200 nidi, seguita da Calabria con circa 130, Campania con 103 e Puglia con 64.

E nel monitoraggio arriva poi l’aiuto delle unità cinofile, i tarta dog, i cani addestrati al rilevamento dei nidi di tartaruga marina. Si tratta di una modalità innovativa di monitoraggio attuata nell’ambito del progetto europeo Life Turtlenest. Oggi in azione in Campania, in spiaggiaalla Baia Arena di Montecorice (SA) e alla Spiaggia Cava dei Rocchi (Santa Maria di Castellabate) c’è Mira, una giovane Springer Spaniel, che ha affiancato le operazioni di sorveglianza dei nidi.

 

Foto Legambiente

 

Tartarughe marine, nidi anche sulle coste di Italia, Francia e Spagna

Fino a pochi anni fa la tartaruga Caretta Caretta nidificava soprattutto sulle coste di Grecia, Turchia, Libia, Cipro. Oggi il numero di nidi è in forte aumento anche in Italia, Francia e Spagna. Secondo gli studi scientifici, spiega Legambiente, questo spostamento è legato anche al riscaldamento climatico, con il Mediterraneo che si riscalda più rapidamente della media globale e ha temperature superficiali estive che raggiungono i 30 °C.

«L’approdo di Goletta Verde in Campania avviene in un periodo cruciale per la conservazione della fauna marina, – dichiara Martina Palmisano, portavoce di Goletta Verde – ossia in piena stagione riproduttiva della tartaruga Caretta caretta. In questo scenario, l’integrazione dei Tarta Dog nelle attività di monitoraggio rappresenta un elemento di grande valore: si tratta di un’iniziativa pionieristica nel panorama nazionale ed europeo, che dimostra l’efficacia dell’innovazione applicata alla tutela ambientale. L’aumento dei nidi osservato quest’anno non solo riflette le nuove dinamiche legate ai mutamenti climatici, ma testimonia anche il rafforzamento della rete di sorveglianza e intervento lungo le nostre coste».

Tartarughe e spiagge turistiche

Molte delle spiagge italiane su cui nidificano le tartarughe marine coincidono però con aree turistiche molto frequentate. Le attività balneari possono essere una forte minaccia per i nidi e i cuccioli.

Legambiente ha allora lanciato i protocolli di intesa “Amici delle tartarughe”, stipulati con Comuni, aree protette e stabilimenti balneari.

Spiega Stefano Di Marco, Project Manager del progetto Life Turtlenest: «L’obiettivo è ridurre le interferenze umane e garantire nidi più sicuri lungo tutta la costa italiana. Ad oggi hanno aderito 119 Comuni, 38 aree marine protette e 200 lidi, a testimonianza di una crescente consapevolezza sul territorio. Non solo: abbiamo realizzato specifiche Linee Guida per la riduzione dell’inquinamento luminoso, rivolte sia agli amministratori locali sia ai gestori dei lidi, strumenti tecnico-operativi fondamentali per evitare il disorientamento dei piccoli al momento della schiusa.»

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