UNICEF: un bambino su due in Europa e Asia Centrale è esposto a frequenti ondate di calore

UNICEF: un bambino su due in Europa e Asia Centrale è esposto a frequenti ondate di calore (foto Pixabay)

Circa la metà dei bambini dell’Europa e dell’Asia centrale – ovvero 92 milioni – è esposta a un’elevata frequenza di ondate di calore. Questo dato corrisponde al doppio della media globale di 1 bambino su 4.

L’anno scorso, in particolare, l’Europa ha vissuto il secondo anno più caldo mai registrato nella regione, per alcuni Paesi dell’Europa sud-occidentale è stato il più caldo mai registrato. In Asia centrale, inoltre, la frequenza delle ondate di calore è aumentata del 30% in 60 anni.

È quanto emerso da un’analisi degli ultimi dati disponibili relativi a 50 Paesi, pubblicata dall’UNICEF in un nuovo studio.

Ondate di calore, l’analisi

Secondo quanto emerso dall’analisi dell’UNICEF, negli ultimi anni le ondate di calore in Europa e Asia centrale sono diventate più frequenti e non accennano a diminuire. Le prospettive non sono buone: in tutta la regione, infatti, la frequenza è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni.

Secondo gli scenari più ottimistici di aumento della temperatura globale di 1,7 gradi Celsius, entro il 2050 tutti i bambini dell’Europa e dell’Asia centrale saranno esposti a un’elevata frequenza di ondate di calore, l’81% sarà esposto a un’elevata durata delle ondate e il 28% sarà esposto a un’elevata gravità del fenomeno.

In particolare, in Italia nel 2020 erano 6,1 milioni i minorenni esposti a un’alta frequenza di ondate, mentre nel 2050 saranno 8,7 in uno scenario a basse emissioni. Per quanto riguarda la loro durata, nel 2020 avevamo 7,2 milioni di minorenni esposti a una durata elevata, nel 2050 ne avremo 8,7 in uno scenario a basse emissioni.

“I Paesi dell’Europa e dell’Asia centrale stanno sentendo il calore della crisi climatica e la salute e il benessere dei bambini ne risentono maggiormente – ha dichiarato Regina De Dominicis, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Europa e l’Asia centrale. – La metà dei bambini della regione è attualmente esposta a una frequenza elevata di ondate di calore. Si prevede che questa percentuale crescerà fino a raggiungere la totalità dei bambini nel 2050. La moltitudine di implicazioni negative sulla salute attuale e futura di una percentuale così significativa di bambini della regione deve essere un catalizzatore per i governi che devono investire con urgenza in misure di mitigazione e adattamento”.

A rischio la salute dei bambini

L’UNICEF spiega che i neonati e i bambini piccoli sono i più a rischio durante le ondate di calore, perché la loro temperatura interna aumenta in modo sensibilmente più elevato e più rapido rispetto agli adulti. Le ondate di calore influiscono anche sulla capacità di concentrazione e di apprendimento dei bambini, mettendo a rischio la loro istruzione, si legge nello studio.

Il problema è che la maggior parte degli adulti percepisce il caldo in modo diverso e questo rende difficile per i genitori e le persone che se ne prendono cura identificare le situazioni di pericolo o i sintomi di malattie legate al caldo nei bambini, mettendo ulteriormente a rischio la loro salute.

Pertanto, per contribuire alla protezione dei bambini, l’UNICEF esorta i governi dell’Europa e dell’Asia centrale a: incorporare la mitigazione e l’adattamento alle ondate di calore nei Contributi Determinati a livello Nazionale (NDC), nei Piani Nazionali di Adattamento (NAP) e nelle politiche di riduzione del rischio di disastri e di gestione del rischio di disastri, mantenendo i bambini al centro di tutti i piani.

Raccomanda, inoltre, di investire nell’assistenza sanitaria di base per sostenere la prevenzione, l’intervento precoce, la diagnosi e il trattamento delle malattie legate al caldo tra i bambini, anche attraverso la formazione di operatori sanitari e insegnanti.

 

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