Non gli sarà parso vero, al buon Bruno Vespa, di poter inchiodare Giuliano Pisapia con un giudizio un po’ imbarazzante per uno che si candida a diventare sindaco di Milano. «Simpatico, ma inadatto a governare», aveva detto in un’intervista Cinzia Sasso, la moglie di Pisapia. E Vespa subito aveva rilanciato da "Porta a porta", attribuendo quel giudizio tagliente al marito, con commenti sarcastici e un sorriso a 36 denti, perché la frase rischiava davvero di essere estremamente dannosa per il candidato. Ma la fretta di rendere l’ennesimo servigio a chi aveva scelto la sua trasmissione per lanciare e firmare il famoso "Contratto con gli italiani" ha reso cieco il buon Vespa, al punto da non fargli capire neppure la costruzione sintattica della frase e la costruzione del discorso. Quel giudizio tagliente si riferiva a Berlusconi e non a Pisapia. Bisogna capirlo, il buon Vespa. La posizione dello zerbino rallenta l’ossigenazione del cervello.

 

di Antonio Longo

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