Quarantadue regioni europee di sette diverse nazioni, riunite a Torino per la 5° Conferenza Internazionale della Rete Regioni OGM-free, hanno ribadito il loro rifiuto all’impiego degli Organismi Geneticamente Modificati e a un approccio culturale ed economico che trascura il diritto di ogni territorio di autodeterminare la propria politica produttiva e alimentare, il proprio modello di sviluppo, e dunque il futuro dei propri cittadini.

La Dichiarazione Finale, sottoscritta a conclusione della Conferenza, ribadisce i principi fondamentali del rifiuto degli OGM, del diritto delle autorità e comunità locali di dichiarare e salvaguardare aree OGM-free nei propri territori e di attuare una vera e propria politica di "tolleranza zero" in particolare per le sementi, per preservare le basi stesse dell’agricoltura dalla contaminazione con OGM. La Rete delle Regioni si impegna a supportare presso le istituzioni comunitarie tali istanze, chiedendo che l’Unione Europea imponga quanto meno una moratoria verso le colture geneticamente modificate, laddove non siano state ancora definite a livello locale le modalità di coesistenza tra coltivazioni OGM e non OGM.

Tra le novità importanti di questa sessione, la firma della Dichiarazione di intenti tra la Commissione internazionale per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, presieduta da Vandana Shiva, e la Rete delle Regioni OGM-free, che impegna congiuntamente le due organizzazioni a promuovere una diversa cultura del cibo, che Shiva ha paragonato oggi a un "vero e proprio Fascismo, che ci impedisce di scegliere cosa mangiare, così come il Fascismo storico ci impediva di parlare e pensare liberamente."

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