È stato depositato per oltre 170.000 risparmiatori italiani (più di 106.000 pratiche) il ricorso all’Icsid promosso dalla Task Force Argentina contro la Repubblica sudamericana. La richiesta di registrazione (request of arbitration) per l’avvio della procedura nei confronti dell’Argentina è stata presentata a Washington dai consulenti legali della Tfa. "Si tratta di un’azione senza precedenti – ha affermato il Presidente della Tfa, Nicola Stock – che coinvolge tanti piccoli investitori, e dimostra il grande impegno organizzativo che ha come obiettivo il rimborso integrale del capitale investito e degli interessi maturati e non pagati".

Il deposito della domanda di arbitrato giunge dopo la complessa ed indispensabile fase di acquisizione e gestione della documentazione, portata avanti dall’Associazione negli ultimi mesi. Nicola Stock ha espresso quindi, "grande soddisfazione per l’ulteriore passo avanti compiuto grazie alla fiducia dimostrata dai risparmiatori italiani nei confronti della Tfa". Ha poi ricordato che, "l’Argentina ha sempre rifiutato di partecipare ad un tavolo negoziale con i maggiori creditori internazionali" ed ha ribadito che "questo è il primo caso di arbitrato internazionale presso l’Icsid che vede coinvolto un così elevato numero di piccoli risparmiatori".

Il coordinamento dell’intera operazione è curato, a titolo gratuito, dall’Associazione Tfa. Il presidente Stock sottolinea inoltre che "dopo aver curato gli aspetti organizzativi del ricorso, la Tfa, sempre grazie alla documentazione raccolta presso gli obbligazionisti italiani, procederà nelle prossime settimane ad attivarsi per tutelarli dal potenziale rischio di prescrizione nei confronti dello Stato argentino".

Aggiornamenti sulle fasi del ricorso saranno dati attraverso comunicazioni alla stampa e sul sito della Tfa www.tfargentina.it. Le banche informeranno direttamente i propri clienti.

 

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