SALUTE. Dimissioni forzate dagli ospedali, i consigli dell’UNC Calabria per evitarle
Nella sanità italiana c’è un fenomeno che è stato recentemente condannato dalla Corte di Cassazione. Stiamo parlando delle cosiddette "dimissioni forzate": il malato viene dimesso dall’ospedale pur ritenendo tale dimissione prematura o impropria. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria punta il dito contro questo fenomeno e ricorda che la sentenza della Corte di Cassazione n° 8254/11, emessa il 1° aprile, ammonisce i medici stabilendo che possono essere chiamati a rispondere per omicidio colposo se dimettono troppo sbrigativamente dall’ospedale pazienti che poi subiscono eventi letali o conseguenze dannose per la salute. Il dovere è quello di "anteporre la salute del malato a qualsiasi altra diversa esigenza".
Per tale motivo, il "Centro difesa del Malato" dell’UNC Calabria invita i Direttori Sanitari dei Presidi Ospedalieri della Regione ad avviare un’indagine conoscitiva mirata a verificare se presso le varie divisioni ospedaliere, siano state poste in essere tutte le procedure per non incorrere in questo fenomeno. L’Associazione avverte che la stessa circostanza può verificarsi anche presso il pronto soccorso degli ospedali, dove il paziente non è tenuto a sottoscrivere il modulo di accettazione delle dimissioni che gli viene sottoposto dal medico di guardia, qualora le ritenga affrettate o improprie rispetto alla patologia riscontrata. "Qualsiasi sottoscrizione – spiega l’UNC – equivale ad un assenso incondizionato dell’operato del sanitario".
Il Centro Difesa del Malato nell’intento di assicurare ai cittadini la consapevolezza dei propri diritti, elenca alcuni consigli da seguire nei casi in cui il paziente reputi le dimissioni improprie ed affrettate:
- prendere contatto con il primario del reparto e con i medici che lo hanno avuto in cura, approfondendo le ragioni delle dimissioni ritenute premature;
- non firmare e non fare firmare dai parenti alcun foglio di dimissioni: equivarrebbe a un assenso che renderebbe più difficile una contestazione futura;
- provare a fare intervenire il medico di base perché accerti la necessità di cure ospedaliere, di terapie o di interventi ancora da effettuare in ospedale, ricordiamo che in base al nuovo accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale, fra i compiti del medico di famiglia rientra anche quello di accedere ai luoghi di ricovero dei propri assistiti ed eventualmente partecipare alle decisioni che li riguardano;
- sollecitare la direzione sanitaria a contattare altre strutture idonee al ricovero per il proseguimento della propria cura.
L’UNC Calabria, mette a disposizione sul proprio sito internet www.uniconsum.it un fac-simile di lettera raccomandata a/r, da inviare alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera, per opporsi alle dimissioni e richiedere la prosecuzione delle cure.

