Gli italiani bocciano il 2005 che si é appena concluso perché ha lasciato il Paese in una situazione economica giudicata insufficiente dal 55% e negativa o pessima dal un altro 40%, mentre a valutarla in modo nettamente positivo é uno sparuto 5 per cento. Questo in sintesi, il risultato di un’ indagine Confesercenti-Swg sulla situazione del Paese e sulle aspettative degli italiani rispetto al futuro. Pesano le difficoltà che hanno caratterizzato lo scorso anno, costringendo il 64% delle famiglie a tagliare le spese, soprattutto su abbigliamento (-43%), casa (-18%), vacanze (-18%) e alimentari (-14%). Nonostante tutto però, si guarda al 2006 con fiducia ed aumenta la schiera di coloro che sperano nella ripresa.

La fotografia che risulta dall’indagine ConfesercentiSwg, in sostanza, descrive un terzo degli italiani che tiene duro sulla propria posizione mentre i rimanenti due terzi hanno ridotto drasticamente le spese e non ce la fanno più. E i tagli colpiscono tutti i settori, a partire da abbigliamento e calzature con un 43% che dichiara di aver ridotto le spese. Non sono immuni nemmeno gli alimentari con un meno 14. Prudenza e preoccupazione soprattutto da parte di coloro che collocano la ripresa in pista dalla fine del 2006 in poi, si traducono in cautela anche nelle scelte dei futuri investimenti degli italiani. E anche il mattone non sembra tirare come negli ultimi anni: più che dimezzato, infatti, il numero di coloro che lo scorso anno ha dichiarato che avrebbe acquistato un immobile (9% contro il 20 precedente).

Chi non compra ristruttura e consolida il proprio patrimonio, gli altri tagliano gli investimenti finanziari, mentre quasi la metà degli intervistati dice di non avere risparmi. Nonostante tutto, però, è in riduzione la schiera dei pessimisti che nel 2004 era rappresentata da una fetta del 27% ristretta a un più contenuto 19% nel 2005. Chi risale la china non va comunque oltre un "così così" e non si fa soverchie illusioni: la maggioranza dei connazionali (7 su 10) per descrivere la propria situazione personale, si rifugia infatti in commenti quali "così così" o "discreta".

A vedere invece prospettive migliori nel 2006, sia personali che per l’Italia tutta è il 30% degli italiani intervistati, anche se permane un 40% di pessimisti che preconizzano un fosco futuro per il nostro Paese. La ripresa economica è già iniziata solo per il 9% degli intervistati, mentre il 17% si colloca nella fascia dei fiduciosi che aspettano la ripresa nei primi mesi di quest’anno. Gli altri preferiscono attendere. Un 23% di disillusi punta alla fine del 2006, a giochi elettorali fatti, alla prossima legge Finanziaria, alla ripresa internazionale che prima o poi dovrà contaminarci positivamente. Intanto, nell’ attesa, gli italiani hanno tirato la cinghia e contro un 3% che dice di aver aumentato le spese, c’ è un 64% che le ha ridotte. "Questa è l’eredità che ci lascia un anno difficile ed una più ampia perdita di capacità competitiva del nostro Paese – commenta il presidente della Confesercenti, Marco Venturi – ora serve una svolta profonda che dia il senso che le cose stanno cambiando. Il Paese chiede programmi e fatti, vuole stabilità e normalità, cerca confronti e non veleni".

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