Acqua, Besseghini (Arera): scarsità rende gli investimenti “improcrastinabili” (foto pixabay)
Acqua, Besseghini (Arera): scarsità rende gli investimenti “improcrastinabili”
“La scarsità della risorsa idrica rende improcrastinabili gli investimenti lungo tutta la filiera”, ha detto il presidente Arera nel focus dedicato all’acqua, durante la relazione annuale di oggi
La scarsità d’acqua «rende improcrastinabili gli investimenti lungo tutta la filiera» e opportuno cogliere le potenzialità del riuso, ha detto il presidente dell’Arera Stefano Besseghini nella sua relazione annuale sull’attività svolta dall’Autorità per l’energia, reti e ambiente.
«Il settore idrico -ha ricordato il presidente Arera – è caratterizzato dalla contraddizione di emergenze storiche, emergenze che non dovrebbero neanche definirsi tali, vista la loro ripetitività e prevedibilità. Siccità e scarsa disponibilità dell’acqua continuano ad alternarsi con regolarità a dissesti idrogeologici provocati dalle alluvioni».
«La portata dei cambiamenti in atto richiede, da un lato, di valutare in modo innovativo le scelte tradizionalmente adottate per la garanzia degli approvvigionamenti idrici e, dall’altro, di riconsiderare – rafforzandone efficacia ed efficienza – gli strumenti gestionali e le scelte di utilizzo di una risorsa la cui disponibilità, per quantità e per qualità, risulta sempre più un obiettivo da conseguire, che una certezza su cui far affidamento ».
Acqua, la gestione e i problemi
Il presidente Arera ha dunque ricordato le molte autorità cui la gestione dell’acqua, spesso frammentata, è demandata (Mims-Mite-Mipaaf-ARERA- Autorità di Distretto dei bacini idrografici-Regioni, ambiti territoriali e enti locali) e alcuni elementi che inquadrano il tema della gestione dell’acqua in Italia.
Le perdite idriche sono in media di poco superiori al 40% ma con importanti differenze territoriali.
Ci sono stati negli anni alcuni miglioramenti – “Negli ultimi 10 anni gli investimenti sono quadruplicati passando da circa un miliardo del 2012 ai quattro odierni, in uno sforzo congiunto svolto dai gestori e dalle amministrazioni competenti che ha permesso di raggiungere il valore di 66€/abitante-anno” – ma rimangono ancora differenze territoriali e un “water service divide” con le maggiori criticità al Sud e nelle Isole.
In sintesi, «la scarsità della risorsa idrica rende improcrastinabili gli investimenti lungo tutta la filiera. Risulta, inoltre, opportuno cogliere le potenzialità del riuso della risorsa, ad esempio attraverso il ricorso al riutilizzo delle acque reflue ».

I numeri dell’acqua
In riferimento a un campione di 93 gestioni (che erogano il servizio a circa 39 milioni di abitanti), nel 2021 la spesa media annua di un’utenza domestica residente tipo (famiglia di 3 persone, con consumo annuo pari a 150 m3) ammonta a 322 euro/anno a livello nazionale. Il valore è più contenuto nel Nord-Ovest (239 euro/anno) e più elevato nel Centro (397 euro/anno), area quest’ultima in cui i soggetti competenti hanno programmato, per il periodo 2020-2023, una maggiore spesa pro capite per investimenti da finanziare attraverso tariffa.
Il valore medio delle perdite idriche è pari al 40,7% (era il 41,2% nel 2019). Le perdite sono più contenute al Nord mentre hanno valori medi più elevati al Centro e nel Sud e Isole, dove poco meno della metà della risorsa idrica immessa nei sistemi di acquedotto viene dispersa.
Per quanto riguarda le Interruzioni del servizio (la cui attivazione ai fini dell’applicazione del meccanismo di incentivazione è prevista a partire dall’anno 2020), il valore – spiega Arera – è fortemente condizionato da situazioni critiche a livello territoriale (specie nel Sud e Isole).
In particolare, si legge nel dossier dell’Autorità, ci sono numeri bassi nel Nord Ovest (0,71 ore/anno) e nel Nord Est (0,64 ore/anno), superiori nel Centro (6,92 ore/anno) e più elevati nel Sud e Isole13 (171,41 ore/anno). I dati più critici sono riferibili a gestioni collocate nelle regioni Abruzzo e Sicilia. Rispetto ai dati precedenti, c’è stata una riduzione media delle interruzioni pari al 31%.

