Acqua, oggi la Giornata mondiale (foto UNHCR,SYLVAIN CHERKAOUI)

Acqua fra conflitti e migrazioni forzate. Legambiente e UNHCR: “Sia ponte verso la pace”

Negli ultimi 23 anni oltre mille conflitti hanno visto l’acqua come fattore scatenante o arma contro le popolazioni. L’acqua è al centro della crisi climatica e di molte migrazioni forzate. Ma può essere un ponte verso la pace. Dossier di Legambiente e UNHCR in occasione della Giornata mondiale dell’acqua

L’acqua è un diritto umano. È al centro della crisi climatica. È al centro delle migrazioni causate dai cambiamenti climatici, che spesso riguardano siccità e inondazioni. E la gestione delle risorse idriche spesso è legata alle guerre. L’acqua può invece essere un ponte verso la pace, invece che la fonte di conflitto: questo l’appello lanciato oggi da Legambiente e UNHCR (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati) con il focus “Acqua, conflitti e migrazioni forzate: la corretta gestione delle risorse idriche come strumento di stabilità e pace” (tratto dal report “Un’umanità in fuga: gli effetti della crisi climatica sulle migrazioni forzate”) presentato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2024 (World Water Day), quest’anno dedicata proprio al tema della risorsa idrica come strumento di pace.

 

foto UNHCR,COLIN DELFOSSE

 

 

Crisi idrica, minaccia per la pace

La crisi climatica porta eventi meteo estremi come siccità e alluvioni.

E la crisi idrica globale innescata dal clima e dalla gestione insostenibile delle risorse idriche rappresenta “una minaccia per il Pianeta ma anche per la pace – evidenzia Legambiente – Infatti, la gestione e il controllo delle risorse idriche porta sempre di più all’aggravarsi di tensioni e conflitti nelle aree più vulnerabili del mondo con impatti violenti sul futuro delle popolazioni, costrette a fuggire, talvolta verso insediamenti o campi esposti a gravi rischi climatici e dove è sempre più difficile fornire servizi idrici e igienico-sanitari”.

Il quadro è impressionante. Si prevede che entro il 2050 circa 216 milioni di persone potrebbero essere costrette a migrare a causa degli impatti climatici, tra cui lo stress idrico (rapporto Groundswell della Banca Mondiale). Fra le aree più colpite c’è il Corno d’Africa e la Somalia dove nel 2023, secondo l’UNHCR, la più grande siccità degli ultimi 40 anni e le inondazioni, insieme a situazioni di conflitto e insicurezza, hanno causato quasi 3 milioni di nuovi spostamenti forzati all’interno del Paese.

Negli ultimi 23 anni, dal 2000 al 2023, ci sono stati 1.385 conflitti legati alla gestione della risorsa idrica (fonte Pacific Institute). È urgente, afferma Legambiente, “una cooperazione internazionale nella gestione sostenibile delle risorse idriche”.

«L’accesso all’acqua è un diritto umano fondamentale. Spesso, però, è proprio la mancanza di risorse idriche e la competizione per esse a innescare situazioni di conflitto che costringono le persone a lasciare la propria casa – ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino – Le popolazioni di rifugiati e sfollate, a loro volta, spesso trovano protezione in regioni del mondo ad alto rischio climatico, dove l’accesso all’acqua è già limitato e le risorse necessarie per sopperire a tale mancanza sono scarse. In questi contesti, è difficile garantire l’accesso a servizi idrici e igienico-sanitari adeguati, con gravi conseguenze sulla salute e sul benessere generale sia delle persone in fuga che delle comunità che le ospitano».

Acqua, Italia

La corretta gestione dell’acqua riguarda anche l’Italia e le “economie sviluppate”.

Nel 2023 gli eventi meteo estremi in Italia sono aumentati del 22% e dal 2010 al 31 dicembre 2023 oltre mille eventi estremi (secondo Città Clima Legambiente, 1.168 su 1.947) hanno avuto l’acqua come protagonista – come allagamenti ed esondazioni di fiumi. Legambiente torna a chiedere al Governo di accelerare sull’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e delle relative risorse economiche necessarie.

«Riconoscere l’acqua non solo come una risorsa da utilizzare ma come un diritto umano è fondamentale per costruire un futuro pacifico – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente – L’acqua è sempre più al centro di molteplici sfide globali, tra cui cambiamenti climatici, migrazioni forzate e conflitti. La crisi climatica e la sua gestione poco sostenibile è un problema che, seppur abbia ricadute gravi in aree del mondo già vulnerabili, riguarda tutti i paesi, anche l’Italia. Per questo torniamo in quest’occasione a chiedere al Governo italiano di fare la sua parte accelerando l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici proponendo tre azioni chiave».


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