Dazio da 3 euro sui pacchi low cost, cosa cambia da oggi
Da oggi è in vigore il dazio da 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro che arrivano via ecommerce. Per la Commissione europea risponde a esigenze di concorrenza, equità e sicurezza per i consumatori. Ma i dubbi sono tanti
Dazio da 3 euro sui piccoli pacchi, la misura della Ue (Foto Pixabay)
La novità si abbatte sull’ecommerce a basso prezzo. E alimenta già polemiche e proteste. Da oggi è in vigore il dazio da 3 euro sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro in arrivo via ecommerce da paesi extra Ue. La misura, rivendica oggi la Commissione europea, è “fondamentale per salvaguardare l’economia dell’UE da una concorrenza distorta e proteggere i consumatori dai rischi di prodotti non sicuri”.
La crescita dell’ecommerce low cost
Concorrenza e rischi dell’ecommerce a basso costo sono quindi le ragioni con cui Bruxelles spiega una misura che andrà a colpire i piccoli pacchi low cost di merce che arrivano soprattutto dalle piattaforme cinesi e asiatiche, da Temu a Shein, che hanno conosciuto una crescita esponenziale negli ultimi anni.
Il dazio da 3 euro, spiega la Commissione, “contribuirà a garantire condizioni eque per le imprese dell’Ue e scelte sicure per i consumatori, in risposta all’impennata di miliardi di beni di commercio elettronico di basso valore che entrano nell’Ue. Le merci provenienti da paesi terzi acquistate online e spedite direttamente ai consumatori pagheranno ora un dazio doganale di 3 euro per articolo”.
La conseguenza sui consumatori
Una nuova tegola sul consumatore finale, dunque, anche se Bruxelles tiene a precisare che “i consumatori europei non sono responsabili del pagamento dei dazi alle autorità doganali. I dazi sono riscossi dalle autorità doganali dalle piattaforme o da qualsiasi altra attività coinvolta nella vendita e nel trasporto delle merci importate. I consumatori che acquistano online sono quindi risparmiati dal pagamento aggiuntivo alla consegna”.
Nelle Faq dedicate, la Commissione scrive che “la responsabilità legale di pagare correttamente il dazio doganale di € 3 all’arrivo nell’UE spetta alle piattaforme e ai venditori, o al vettore o all’agente che dichiara le merci alle autorità doganali. Non si tratta quindi di un addebito riscosso dall’acquirente al momento della consegna”.
Spiegazione che però non risolve la questione, perché l’esito più facile è che i 3 euro verranno aggiunti al prezzo del prodotto acquistato, inglobandoli dunque nel prezzo del prodotto finale. E poiché si parla di prodotti a basso costo, il rincaro in termini percentuali sarà anche a doppia cifra. Tanto è vero che le associazioni dei consumatori hanno già denunciato che tutto si risolverà in un nuovo balzello sulle famiglie, con l’aumento dei costi dei prodotti acquistati online e la penalizzazione di quanti vivono in aree poco servite dai negozi.
Il dazio secondo Bruxelles
La Commissione europea adduce come ragioni alla base del dazio una serie di fattori che fanno riferimento a squilibri concorrenziali, desertificazione commerciale e produzione di rifiuti. Bruxelles spiega infatti che l’esenzione dei dazi doganali era stata concepita quando gli acquisti online erano occasionali. Ora non è più così.
“In tutta Europa, le strade cittadine stanno diventando sempre più deserte, minando le opportunità di lavoro locali e indebolendo la vita della comunità – afferma in una nota la Commissione – Da un punto di vista ambientale, il modello di e-commerce veloce contribuisce ai rifiuti di imballaggio e alla logistica pesante in termini di emissioni di carbonio, con ritorni frequenti e spedizioni a lunga distanza che raddoppiano l’inquinamento dei trasporti”.
Il boom dell’ecommerce
Di sicuro c’è, come detto, la crescita del commercio online. Solo nel 2025, spiega Bruxelles, 5,9 miliardi di articoli in pacchetti di basso valore provenienti da paesi terzi sono arrivati sul mercato europeo e ogni giorno più di 16 milioni di pacchi vengono sdoganati ai consumatori nell’Ue.
“Oggi, i pacchetti di basso valore rappresentano il 97% di tutti gli articoli importati nell’UE, ma rappresentano solo il 2% del valore delle importazioni dell’UE. Con il mutare dei modelli commerciali, la concorrenza in questo settore economico non è più equa”.
Prodotti rischiosi per i consumatori
Oltre a questo, la Commissione fa riferimento ai rischi che vengono da alcuni prodotti a basso costo. Con queste parole: “La rapida crescita del commercio elettronico ha anche comportato maggiori rischi per i consumatori. Un’indagine condotta a livello dell’UE nel 2025 ha rilevato che oltre il 60 % delle merci di basso valore che entrano nell’UE non è conforme ai requisiti dei prodotti o alle norme di sicurezza. Ciò significa che possono contenere ingredienti tossici o essere etichettati in modo errato, mettendo i consumatori in pericolo”.
Anche in questo caso, l’obiezione è semplice: se i prodotti sono pericolosi, non è un dazio che può intervenire, ma misure di diverso tipo, controlli, ritiro dal mercato, pressione sulle piattaforme di ecommerce perché intervengano in prima persona. Come è discorso complesso quello della fast fashion e della ultra fast fashion, che di sicuro alimenta produzione di rifiuti e inquinamento, cosa che richiede di agire però in più direzioni – sensibilizzazione degli acquirenti e prezzi – sull’intero settore e non solo per la fast fashion di prodotti extra Ue.
Il dazio, in concreto
Ma come si applica in pratica il dazio da 3 euro? Viene applicato per articolo alle spedizioni con valore fino a 150 euro. La misura, spiegano le Faq della Commissione, si applica ai beni acquistati online e spediti direttamente ai consumatori.
Si applicherà dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028, quando sarà operativo il centro doganale digitale dell’UE per il commercio elettronico e i dazi doganali saranno calcolati in base al valore, all’origine e alla classificazione tariffaria della merce. Esempio pratico: se la spedizione contiene cinque magliette, il dazio sarà di 3 euro. Se il pacco in arrivo contiene invece una t-shirt e un orologio, il dazio sarà di 6 euro perché corrisponde a due voci diverse.
