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Tre consigli per scrivere un curriculum efficace

Quando si va alla ricerca di un impiego, è importantissimo concentrarsi innanzitutto sul proprio curriculum, che deve essere sempre preparato in un certo modo. Questo per via del fatto che i selezionatori e gli addetti alle risorse umane in genere impiegano pochi secondi per la valutazione di ogni CV, dato che ne arrivano tantissimi e il tempo è scarso.

In sintesi, bisogna sfruttare quella breve finestra temporale per spiccare sugli altri e per convincere il selezionatore di meritare una chance, mettendo in risalto le info più importanti. Vediamo quindi tre consigli fondamentali su come scrivere un curriculum che possa dirsi davvero efficace.

Essere brevi, chiari e sintetici

Un curriculum perfetto è un CV breve e sintetico, ma allo stesso tempo chiaro e diretto. Il selezionatore non ha il tempo per decifrare questo documento, di conseguenza bisogna fare di tutto per metterlo a proprio agio, dandogli la possibilità di individuare sin da subito le informazioni che più lo interessano. Questo vuol dire partire da un piano già stabilito a monte, dunque da uno schema, e preparare il CV seguendo la traccia stabilita. Inoltre, le informazioni non attinenti con quella posizione lavorativa non sono essenziali e quindi possono essere tolte, o quantomeno messe in coda.

Creare uno schema lineare

Come anticipato, è importantissimo partire da uno schema lineare, in quanto questo faciliterà la redazione di un curriculum ordinato e che possa centrare il bersaglio immediatamente. In linee generali la struttura più efficiente prevede, in ordine discendente, queste sezioni: dati personali, titoli e istruzione, esperienze di lavoro, skills e competenze primarie, soft skills, e infine passioni e hobbies. Inoltre, è opportuno ricordarsi di aggiornare la data del curriculum: un dettaglio che spesso viene sottovalutato e che può causare molti danni all’immagine del candidato.

Rileggere sempre quanto scritto

Al pari di un compito o di un esame scritto, il curriculum dev’essere sempre riletto almeno 2 o 3 volte prima di essere consegnato. La fase di correzione ha sostanzialmente due obiettivi: semplificare le sezioni che risultano ancora poco chiare o complesse, e correggere gli errori grammaticali e i possibili refusi. In sintesi, il curriculum non deve avere una sola virgola fuori posto, anche perché oggi la perfetta padronanza dell’italiano (scritto e non solo parlato) viene considerata come una competenza fondamentale, oltre che una dimostrazione della propria cultura personale, al di là degli studi fatti.

Concludendo, un curriculum degno di questo nome dovrebbe rispettare le seguenti regole: dovrebbe essere preciso e chiaro ma conciso, scritto in italiano perfetto e dotato di uno scheletro in grado di renderlo più efficace. Seguendo questi consigli, è possibile creare un documento che saprà raccontare il candidato in pochi secondi, e che andrà dunque incontro anche alle necessità degli addetti alle risorse umane.

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