8 marzo, Actionaid e Alexa: l’unione che fa la forza (Foto Pixabay)

In occasione della giornata internazionale della donna, come ogni anno prevista per l’8 marzo, Actionaid e Alexa uniscono le forze per inviare un messaggio importante. Stop alla violenza verbale!

Questa nuova operazione firmata Actionaid vedrà coinvolta l’assistenza vocale più famosa del mondo, Alexa, per sensibilizzare sull’impatto che il linguaggio, quando usato in maniera aggressiva, può avere sulla salute fisica e mentale delle persone.

A partire dall’8 marzo, quindi, Alexa risponderà agli insulti, utilizzando la propria voce per spiegare, attraverso le parole di Actionaid, che la violenza verbale spesso precede quella fisica, sessuale o economica. In Italia, di 10 donne che dichiarano di essere vittime di violenza, 9 subiscono anche violenza psicologica: è necessario ampliare il significato di questa festa.

L’8 marzo non ci bastano i fiori, “Alexa di’ la tua”!

Sebbene di tratti solo di una voce femminile artificiale, anche Alexa riceve, tra milioni di domande e di richieste dai clienti in tutto il mondo, anche offese. Seppur in numero ampiamente inferiore rispetto ai milioni di “Ti voglio bene”, continua a ricevere anche molti insulti; “Sei un idiota”, “Sei bruttissima”, “Fai schifo”, sono solo alcuni di quelli ricevuti da Alexa nel 2023 in Italia.

Alexa è solo un’assistente vocale, ma sono tante le persone che subiscono violenza verbale, soprattutto donne. Si parla di violenza verbale quando gli attacchi rivolti a una persona diventano regolari e sistematici.

Di fronte agli insulti, lo stato emotivo virtuale di Alexa non cambia, ma per milioni di persone, tra queste soprattutto donne, l’abuso verbale è una realtà molto dolorosa. L’abuso, infatti, può prendere forma anche attraverso le parole: l’uso di un linguaggio aggressivo è a tutti gli effetti una forma di violenza che può provocare sentimenti di paura, disagio e sfiducia in sé. Non solo, spesso precede o coesiste con altre forme di violenza verso le donne, come quella fisica, sessuale o economica.

La violenza verbale può essere agita nella sfera pubblica (in cui è compreso anche lo spazio online) e privata e può includere atteggiamenti umilianti, ridicolizzanti, uso di parolacce, insulti e minacce nei confronti della vittima e dei suoi cari, ma può avere come oggetto anche religione, cultura, lingua, orientamento sessuale (percepito) della vittima. A seconda delle aree emotivamente più sensibili della vittima, l’autore di violenza sceglie consapevolmente quale argomento utilizzare per agire violenza.

Lo scopo dell’iniziativa e i dati raccolti da Actionaid

Alexa collabora con Actionaid per contribuire a sensibilizzare quante più persone possibili sull’impatto della violenza verbale e metterne in luce i rischi, prestando la propria voce per diffondere importanti messaggi educativi.

Gli utenti potranno ascoltare informazioni e approfondimenti legati a questo fenomeno, semplicemente pronunciando “Alexa, di’ la tua”. Inoltre, a fronte di determinati insulti e offese, Alexa non resterà più in silenzio, ma risponderà a tono, sottolineando come la violenza verbale sia in grado di lasciare un’impronta profonda sulla salute e nella vita sociale di chi ne è oggetto.

I dati Actionaid rivelano che tra le donne che stanno affrontando il percorso di uscita dalla violenza, il 66,7% ha subito una violenza fisica, il 50,7% una minaccia, l’11,7% uno stupro o tentato stupro.

A queste va aggiunto il 14,4% che ha subito altre tipologie di violenze sessuali quali ad esempio le molestie sessuali, molestie online, revenge porn, costrizioni ad attività sessuali umilianti e/o degradanti.

Molto diffusa è la violenza psicologica che, essendo quasi sempre esercitata insieme ad almeno un’altra forma di violenza, riguarda quasi 9 donne su 10; 4 donne su 10  invece subiscono violenza economica.

Tirando le somme dalla ricerca condotta da Ipsos per ActionAid su un campione rappresentativo di circa 800 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, per 7 giovani su 10 (69%) insultare una persona è violenza. Prendere in giro qualcuno è violento per il 67% delle e dei ragazze/i intervistate/i, soprattutto per le ragazze (71%).

Il primo danno citato dal 27% di loro, senza distinzione di genere, è il malessere psicologico, al secondo posto isolamento e depressione (21%) e al terzo posto disagio e vergogna (18%).


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