Alimentazione e deforestazione, COSPE lancia il manifesto “Io mangio il giusto” per salvare l’Amazzonia (foto pixabay)

Un’alimentazione più consapevole può aiutare a fermare la distruzione del pianeta salvando noi stessi e le foreste. Uno stile di vita alimentare più consapevole contro i danni della deforestazione, che si sta mangiando l’Amazzonia, e di un consumo insostenibile. Sensibilizzare a un’alimentazione più attenta alla salute della popolazione mondiale e del Pianeta è l’obiettivo del Manifesto “Io Mangio il giusto” curato dall’organizzazione di cooperazione internazionale COSPE e dedicato all’impatto dell’alimentazione sull’ambiente e, in particolare, sulla deforestazione in Amazzonia.

Alimentazione e deforestazione

Il documento, presentato in occasione del Festival della Biodiversità, comprende un decalogo di azioni concrete da mettere in pratica nella vita di ogni giorno e vuole essere un modo per sostenere la resistenza dei popoli custodi della foresta amazzonica. Perché alimentazione e deforestazione vanno di pari passo, se si considera le terre che la deforestazione sottrae per fare spazio alle coltivazioni di soia e ai pascoli.

«I dati parlano chiaro: il 90% delle terre deforestate nelle aree tropicali diventano pascoli e piantagioni di soia, per garantire carne ai consumatori cinesi, europei, nordamericani e super-profitti a tutti gli attori di questa economia predatoria – afferma Eleonora Migno, vicepresidente di COSPE – In Amazzonia, nella prima metà del 2022 sono stati perduti in questo modo 3.988 chilometri quadrati di foresta. Se ne sta andando così, verso il punto di non ritorno che ne farà una savana, la foresta pluviale più grande del mondo. Non c’è più tempo. Tutti siamo chiamati a fare qualcosa e a dare il nostro contributo con le scelte che facciamo a tavola. Cambiare i nostri stili di vita alimentare non è più solo possibile, è necessario».

 

Deforestazione, Parlamento europeo chiede nuove regole per prodotti deforestation free (foto pixabay)

 

La richiesta di prodotti deforestation free

Secondo la Fao, tra il 1990 e il 2020 sono andati persi a causa della deforestazione 420 milioni di ettari di foresta, un’area più grande dell’Unione europea. Si stima che i consumi dell’Ue rappresentino circa il 10% della deforestazione globale.

Le istituzioni europee stanno cercando di intervenire. Il Parlamento europeo pochi giorni fa ha chiesto di ampliare la portata dell’azione promossa dalla Commissione europea per avere prodotti deforestation free.

Le misure per limitare l’importazione di prodotti legati alla deforestazione, secondo i parlamentari europei, deve allungare la lista dei prodotti e prevedere non solo legno, soia, carni bovine, cacao e olio di palma ma anche carne suina, ovina e caprina, pollame, mais e gomma, nonché i prodotti a base di carbone e carta stampata. La richiesta è quella di ammettere nel mercato europeo solo i prodotti che non siano frutto di deforestazione.

Il Manifesto “Io mangio il giusto”

Il Manifesto “Io mangio il giusto” promuove un consumo consapevole del cibo.

Invita a consumare meno carne: “Non più di 350 grammi di carne a settimana, compresi salumi e insaccati, per centrare la soglia di sostenibilità di 20kg annui a persona stabilita per l’Unione Europea, con una riduzione del 20% rispetto al consumo attuale di 80 Kg annui”.

A scegliere gli alimenti biologici e solo frutta e verdura di stagione – quella prodotta in serra o importata usa una quantità più alta di input chimici, consuma molta energia, e contribuisce all’emissione di CO2. Invita a mangiare meno alimenti trasformati perché “i cibi lavorati e confezionati, come merendine e cibi pre-pronti, usano molta acqua ed energia in fase di trasformazione, e sono molto poveri di fibre, vitamine, antiossidanti, mentre sono ricchi di sale, grassi zuccheri e additivi artificiali (coloranti, dolcificanti e aromi”.

Invita a consumare meno alimenti imballati, specialmente quando c’è la plastica. Meno cacao, tè, caffè, frutta tropicale e solo dal circuito del commercio equo e solidale bio. Ancora: a preferire l’acqua del rubinetto o dei distributori comunali. E naturalmente niente sprechi alimentari.

 

Adriano Karipuna e COSPE (foto credits Carlos Dias)

 

 

In difesa dell’Amazzonia

A ricordare che l’Amazzonia non è solo il “polmone verde” del mondo ma è anche la strenua lotta di resistenza dei popoli indigeni che la animano e la custodiscono, Adriano Karipuna, attivista ambientale e leader indigeno del popolo Karipuna dello stato brasiliano della Rondonia.

Protagonista dell’incontro di presentazione del Manifesto e ospite d’onore dell’intero Festival della Biodiversità, che quest’anno aderisce alla campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di COSPE AMAzzonia “Ama la terra, Ama te stesso”, Adriano Karipuna ha portato la sua testimonianza a difesa della lotta alle disuguaglianze sociali, ambientali ed economiche.

«La disuguaglianza razziale e ambientale che esiste in Amazzonia e che colpisce i popoli indigeni è frutto delle politiche di governo che stanno favorendo questa iniquità. Noi Karipuna stiamo proteggendo 153mila ettari di foresta amazzonica, che serve e servirà all’intera popolazione del Brasile e del mondo», dichiara il leader indigeno. «Recentemente la foresta di karipuna ha subito un altro attacco da parte di invasori, taglialegna illegali, garimpeiros, numerosi incendi sono stati appiccati. La distruzioni della nostra foresta proseguono senza sosta, molte specie di animali e uccelli e pesci stanno scomparendo (estinti) a causa di questa distruzione. Nel territorio Karipuna ci sono popolazioni indigene isolate che stanno correndo il rischio di essere sterminate. Di fronte a questi disastri, chiediamo attenzione e un sostegno economico per riuscire a proteggere ciò che ancora rimane nella biodiversità della foresta amazzonica».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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