Anche gli animali votano: le richieste delle associazioni animaliste in vista delle elezioni europee (Fonte immagine: https://voteforanimals.it/)

Anche gli animali votano: è lo slogan lanciato da 12 organizzazioni per la tutela degli animali che, in vista delle prossime elezioni europee, chiedono più tutele per gli animali all’interno della Ue. Sono 10 i punti programmatici presentati dalle associazioni, che chiedono ai prossimi candidati (le elezioni si svolgeranno dal 6 al 9 giugno) e alle forze politiche di sostenere concretamente la tutela degli animali in Europa dopo la recente marcia indietro sull’impegno formale di proporre una normativa per vietare l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti: https://voteforanimals.it/.

Anche gli animali votano: le richieste

La lista è lunga. Tra i dati che interessano non solo gli animalisti ma la tutela dei diritti non mancano dei punti specifici. In primis si chiede d’intensificare una ricerca scientifica senza animali e un divieto UE per quanto riguarda gli allevamenti per le pellicce.

Non mancano le richieste di una politica europea per il contrasto e la prevenzione del randagismo e degli abbandoni di cani e gatti e soprattutto per la lotta al traffico dei cuccioli. Tra i punti più salienti, le organizzazioni chiedono un maggiore impegno affinché nella nuova proposta di Regolamento europeo sui trasporti vengano vietati i trasporti su lunga distanza per allevamento e macellazione, quelli di animali gravidi e non svezzati, nonché le esportazioni di animali vivi verso Paesi extra UE con transizione al trasporto di carne e carcasse.

Fra le richieste, c’è l’abolizione delle gabbie negli allevamenti – secondo l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End The Cage Age”.

In attesa di risposte concrete

«Con questo manifesto – affermano le associazioni –  chiediamo ai partiti di inserire il tema del benessere animale nei loro programmi, per dimostrare a cittadini e cittadine la propria volontà di mettere fine alle peggiori sofferenze cui sono sottoposti ancora milioni di animali ogni anno, ma anche la volontà di tutelare la salute delle persone e dell’ambiente. I risultati scientifici dimostrano che l’approccio One Health — cioè quello che prende in considerazione le connessioni fra la salute di animali, esseri umani e ambiente — è il più efficace per fronteggiare le emergenze sanitarie come l’antibiotico-resistenza, le zoonosi o la degradazione degli ecosistemi. Negli anni i cittadini e le cittadine dell’UE hanno ampiamente dimostrato di avere a cuore il destino degli animali, allevati e non, e chiedono che chi li rappresenta faccia di più. Noi ci impegneremo a informarli su chi avrà aderito alla nostra campagna sottoscrivendo il programma che abbiamo stilato».

 

di Aurora Cusumano


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