Una petizione chiede a Starbucks di impegnarsi pubblicamente a non usare uova di galline allevate in gabbia in nessuno dei suoi negozi in tutto il mondo. È online su change.org e viene oggi rilanciata da Animal Equality Italia, mentre ha raggiunto quasi 255 mila firme che chiedono alla celebre catena di caffè americana di abbandonare del tutto nella propria filiera l’uso di uova provenienti da galline allevate in gabbia, non solo nei negozi gestiti direttamente ma anche in quelli in franchising.

 “Starbucks sta rimanendo pericolosamente indietro rispetto ad altre aziende in quanto al benessere degli animali coinvolti nelle proprie filiere a livello globale – si legge nella petizione – Infatti Starbucks ha pubblicato un impegno a non utilizzare uova di galline allevate in gabbia che include solo i negozi gestiti direttamente ed esclude quelli franchising, permettendo quindi ad un terzo dei punti vendita Starbucks in tutto il mondo di utilizzare uova prodotte in allevamenti in cui le galline passano tutta la loro vita in gabbia”.

La petizione prosegue ricordando che diverse aziende, “fra cui alcune fra le aziende più grandi al mondo come Unilever, Nestlè, Kraft Heinz e Mondelez, Subway, hanno già preso un impegno ad abbandonare al 100% delle uova provenienti da galline allevate in gabbia, ed è ora che Starbucks dimostri di essere all’altezza delle proprie dichiarazioni pubblicando una politica aziendale che includa il 100% dei punti vendita in tutto il mondo.”

La campagna conta oggi più di 50 organizzazioni impegnate nella lotta all’ingabbiamento degli animali. “Il colosso del caffè, da pochissimo sbarcato in Italia con diversi punti vendita, è uno dei giganti del food mondiale in grado di cambiare il destino di centinaia di migliaia di animali con delle semplici decisioni”, sottolineano i promotori dell’iniziativa.

Il mondo guarda dunque ai big del food, fra cui appunto la catena di caffè, “come modello – spiega il direttore esecutivo di Animal Equality Italia – per stabilire degli standard di benessere animale che possano finalmente cancellare per sempre le gabbie, uno degli abusi più gravi dell’industria alimentare, ma la strada è ancora lunga”.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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