Pulcini maschi, vietato l’abbattimento dal 31 dicembre 2026 (Foto PIxabay)

Dal 31 dicembre 2026 sarà vietato l’abbattimento selettivo dei pulcini maschi nell’industria delle uova. Il Ministero della Salute ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto interministeriale (di concerto col Ministero dell’Agricoltura e il Ministero delle Imprese) con le linee guida per il sessaggio in ovo.

“La pubblicazione di queste linee guida rappresenta un passaggio cruciale per i diritti degli animali in Italia”, commenta Animal Equality dopo mesi di campagna perché venisse sbloccato il provvedimento. L’associazione sottolinea che col provvedimento si fermerà l’abbattimento selettivo di 34 milioni di pulcini l’anno tramite macerazione. Rimangono però, aggiunge l’associazione, delle criticità sull’autocertificazione delle aziende perché “potranno indicare in etichetta che nessun pulcino maschio viene abbattuto nella produzione di uova, nonostante si possano ancora eliminare i pulcini nati per errore attraverso metodi differenti dalla macerazione”.

Le linee guida del decreto

Il decreto contiene quattro diverse linee guida per altrettanti obiettivi:

  • per promuovere l’utilizzo dei macchinari in grado di determinare il sesso dell’embrione, secondo le più avanzate tecnologie, il prima possibile e comunque non oltre il quattordicesimo giorno dall’incubazione;
  • per sostenere il sessaggio in ovo attraverso la promozione del miglioramento tecnologico e il monitoraggio dei risultati, con particolare riguardo ai tempi di rilevazione del sesso dell’embrione e alla percentuale di errore di sessaggio;
  • per favorire l’adeguamento strutturale degli incubatoi e l’implementazione delle tecnologie disponibili più avanzate, volte ad evitare l’abbattimento dei pulcini maschi;
  • per promuovere campagne informative sulla filiera di provenienza delle uova e degli ovoprodotti, attraverso un adeguato sistema di etichettatura («Labelling»).

Il dilemma etico

Il decreto prevede dunque lo stop, dal 31 dicembre 2026, all’uccisione selettiva dei pulcini maschi provenienti da linee di allevamento orientate alla produzione di uova non destinate alla cova. Riconosce che è “fondamentale promuovere l’introduzione di tecnologie avanzate che consentano di determinare il sesso degli embrioni e, conseguentemente, individuare e rimuovere uova contenenti embrioni maschi per evitare la nascita di pulcini maschi destinati alla soppressione o ridurne al massimo il numero”.

Il decreto riconosce che “il sessaggio in ovo rappresenta un passo importante nella soluzione di quello che è considerato il principale dilemma etico del settore avicolo, contribuendo al miglioramento del benessere animale nella relativa filiera, poiché riduce significativamente la percentuale di pulcini maschi alla schiusa, evitando così la nascita di animali che, come esseri senzienti, sarebbero destinati a subire stress e sofferenze inutili a causa della manipolazione e soppressione”.

Animal Equality: le criticità che ancora rimangono

Per Animal Equality, a partire dall’entrata in vigore del divieto, previsto dal 31 dicembre 2026, ogni anno verrà risparmiata la vita a circa 34 milioni di pulcini maschi che altrimenti continuerebbero a essere triturati vivi e coscienti entro le loro prime 24 ore di vita. La pubblicazione del decreto permette agli incubatoi di implementare il divieto di abbattimento selettivo dei pulcini maschi attraverso l’uso di tecnologie di sessaggio in ovo, l’adeguamento delle strutture e una comunicazione trasparente al consumatore tramite etichettatura volontaria delle uova e campagne informative.

“Le linee guida stabiliscono che a partire dal 31 dicembre 2026, in Italia, all’interno dell’industria delle uova i pulcini maschi non potranno più essere sistematicamente uccisi per macerazione, ma alcune deroghe preesistenti – spiega l’associazione – continueranno a consentire uccisioni tramite inalazione di anidride carbonica”.

L’obiettivo del provvedimento, attraverso le tecnologie che determinano il sesso dell’embrione, è quello di limitare drasticamente la nascita dei pulcini maschi destinati all’uccisione.

A oggi, spiega Animal Equality, le migliori tecnologie non invasive consentono un’accuratezza del 96-99% nella selezione del sesso dell’embrione: questo significa che continueranno a nascere tra i 350 mila e 1,4 milioni di pulcini maschi l’anno. Per dare un’informazione completa ai consumatori, gli operatori possono indicare in etichetta che le uova provengono da allevamenti che non ricorrono all’abbattimento dei pulcini maschi.

Qui c’è un punto critico per l’associazione, perché la certificazione “presenta delle criticità per quanto riguarda i pulcini maschi nati per errore di sessaggio: il Governo in questo modo concede alle aziende la possibilità di autocertificare in etichetta che nessun pulcino maschio viene abbattuto, nonostante si possano ancora eliminare i pulcini nati per errore attraverso metodi differenti dalla macerazione”.

Tassello essenziale per la tutela degli animali

Pur in assenza di una normativa europea armonizzata, con questo divieto l’Italia si allinea a Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Belgio, che hanno già introdotto o stanno attuando divieti simili.

«Da quando la legge che vieta l’abbattimento selettivo dei pulcini maschi è stata approvata dal Parlamento nel 2022, non abbiamo mai smesso di insistere con azioni di pressione e solleciti al Governo affinché questo decreto vedesse la luce – ricorda Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia – Ci siamo scontrati con silenzi e ritardi, ma oggi gli animali hanno conquistato un altro tassello essenziale per la loro tutela. Continueremo a vigilare sull’applicazione della normativa, per garantire che venga implementata nei tempi previsti e che milioni di pulcini appena nati non vengano più trattati come spazzatura dall’industria delle uova».

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