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https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-in-possesso-di-una-palla-antistress-339620/ (Foto Matthias Zomer per Pexels)

Si sta arrivando alla fine del percorso per avere una legge nazionale sui caregiver familiari. Ma quale sarà la platea? E la questione delle risorse economiche quanto peserà? Cittadinanzattiva interviene sul percorso che sta portando alla legge sui caregiver – figura fondamentale di sostegno per chi, per disabilità o non autosufficienza, ha bisogno di cure a lungo termine – ma si dichiara preoccupata dal fatto che le ultime proposte si riferiscono solo al “caregiver familiare convivente e prevalente”.

In un appello lanciato a ottobre, Cittadinanzattiva e Carer hanno chiesto una definizione ampia della figura di caregiver, che riconosca diritti e tutele anche se il caregiver non convive o non è un familiare della persona assistita.

Ministero Disabilità: proposta per “caregiver familiare convivente e prevalente”

Un passo indietro.

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha annunciato:«A breve verrà presentata una proposta che partirà dal caregiver familiare convivente, e prevalente, per garantire tutele differenziate e specifiche a tutti i caregiver familiari».

I lavori del Tavolo tecnico sui caregiver, istituito su iniziativa del Ministero per le disabilità e del Ministero del Lavoro, stanno arrivando al termine e, insieme al percorso che sta svolgendo la Commissione affari sociali della Camera dei Deputati, si potrà arrivare a “una legge che definisca la figura del caregiver e i suoi diritti, riconoscendo in questo modo il ruolo di oltre sette milioni di persone che quotidianamente assistono una persona cara”, spiega Cittadinanzattiva.

«Siamo molto preoccupati, tuttavia, dal fatto che la proposta – come annunciato ieri (il 3 dicembre, ndr) dal Ministro Locatelli – sarà riferita unicamente al caregiver familiare convivente e prevalente, tagliando in questo modo fuori tutte quelle persone che dedicano il proprio tempo ad un proprio caro, pur non vivendo nella stessa abitazione o non essendo legati da rapporti di parentela». Queste le parole di Cittadinanzattiva e Carer in riferimento alle dichiarazioni di Locatelli.

Il manifesto-appello per i caregiver

Il riconoscimento del caregiver, anche non convivente o che abbia rapporti amicali con la persona assistita, è infatti “uno dei quattro punti contenuti nel Manifesto-Appello che Cittadinanzattiva e Carer hanno presentato ad ottobre presso la Camera dei Deputati, per chiedere alle istituzioni la definizione di una legge inclusiva e di equità sociale”.

Al manifesto hanno aderito finora oltre 100 soggetti tra associazioni, nazionali e locali, organizzazioni sindacali e ordini professionali e 16 amministrazioni locali. Oltre a un’ampia definizione di caregiver, che riconosca come tale anche chi non convive o non è familiare della persona assistita, l’appello chiede il coinvolgimento del caregiver nella definizione del cosiddetto Progetto di vita o Progetto Assistenziale Individualizzato della persona assistita e che questo sia anche espressione dei suoi bisogni come caregiver; la previsione di tutele crescenti rapportate al carico assistenziale e agli impatti/bisogni del caregiver; lo stanziamento di risorse congrue per garantire una effettiva esigibilità delle tutele.

«Ed è proprio la questione delle risorse  – spiegano le associazioni – ad essere sollevata dalle istituzioni come motivo del restringimento della platea dei beneficiari della legge, ma l’attuale indisponibilità economica non può rappresentare un alibi per disconoscere il ruolo e i diritti di milioni di persone».

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